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Diritti umani

Niger, l’ONU chiede la liberazione immediata di Mohamed Bazoum

L’ONU chiede la liberazione immediata di Mohamed Bazoum, ex presidente del Niger, detenuto dalla giunta militare dal 2023 in isolamento forzato.

Il gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria ha chiesto, il 10 febbraio, la liberazione immediata dell’ex presidente del Niger, Mohamed Bazoum, e di sua moglie Hadiza. Bazoum è detenuto dal colpo di Stato del luglio 2023 in un’ala della residenza presidenziale di Niamey, senza contatti con l’esterno, ad eccezione del suo medico, autorizzato a portargli cibo e medicinali.

L’ONU considera questa detenzione «arbitraria» e in violazione del diritto internazionale, chiedendo non solo la scarcerazione dell’ex presidente ma anche il riconoscimento del suo diritto a un risarcimento. L’appello non è nuovo: anche il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, aveva chiesto la sua liberazione e perfino la sua reintegrazione alla guida dello Stato.

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I legali di Bazoum hanno sottolineato che, da ottobre 2023, il loro assistito e sua moglie sono completamente isolati dal mondo esterno. Tuttavia, la giunta militare al potere accusa l’ex presidente di aver avuto contatti telefonici con forze ostili al Niger, accusandolo di “intelligenza con potenze straniere” e di “complotto contro la sicurezza dello Stato”.

Nel giugno 2024, il regime ha revocato l’immunità presidenziale di Bazoum, preparandone il processo, senza però mai fissare una data. Secondo uno dei suoi avvocati, Maître Moussa Coulibaly, l’ex capo di Stato è ormai «l’ostaggio di una giunta che lo usa come scudo umano».

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