Il governo del Niger ha deciso di sospendere per tre mesi la trasmissione della BBC nel Paese e di avviare un’azione legale contro Radio France Internationale (RFI). La decisione, annunciata il 12 dicembre, è legata alla pubblicazione di informazioni che, secondo le autorità, non sono ufficialmente verificate e che avrebbero destabilizzato la coesione sociale e il morale delle forze di difesa e sicurezza impegnate nella lotta contro i gruppi jihadisti.
Le Niger suspend la BBC pour trois mois et porte plainte contre RFI https://t.co/0HwPNrXT83 pic.twitter.com/6YNAawSGCH
— RFI Afrique (@RFIAfrique) December 12, 2024
L’accusa si riferisce in particolare a un servizio della BBC Afrique che riportava un bilancio di 130 morti in seguito a due attacchi simultanei nel villaggio di Chatoumane e nella zona di Téra. Le autorità hanno definito queste informazioni “erronee e infondate”, negando ufficialmente l’attacco. Tuttavia, fonti mediche e di sicurezza riportano un bilancio tragico di almeno 90 soldati e 50 civili deceduti nei combattimenti.
In un comunicato ufficiale, il ministro della Comunicazione, Sidi Mohamed Raliou, ha dichiarato che la diffusione di tali informazioni rappresenta una “campagna di intossicazione orchestrata da avversari del popolo nigerino”. Anche lo stato maggiore delle forze armate, attraverso la televisione pubblica, ha respinto le accuse e denunciato tentativi di divisione tra le comunità e le forze di difesa.
Nel contesto di crescente tensione, il governo ha anche annunciato una denuncia contro RFI per presunta “incitazione al genocidio” e disinformazione. La direzione di RFI ha respinto fermamente le accuse, definendole “diffamatorie ed estravaganti”, ribadendo che i loro giornalisti operano in maniera professionale e indipendente, pubblicando solo informazioni verificate.
Questa vicenda si inserisce in un clima di repressione crescente contro i media indipendenti in Niger, aggravato dopo il colpo di Stato del luglio 2023. Da allora, emittenti internazionali come RFI e France 24 sono state sospese e i giornalisti affrontano crescenti restrizioni nello svolgimento del proprio lavoro.
Le misure adottate dal governo militare del Niger sottolineano le difficoltà che le organizzazioni mediatiche affrontano in un Paese in cui la crisi politica, la minaccia jihadista e il controllo delle informazioni si intrecciano in una complessa dinamica di potere.


