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Conflitti

Niger, violenti scontri con jihadisti: 13 soldati uccisi, 55 miliziani eliminati

Scontri armati in Niger tra esercito e gruppi jihadisti: morti 13 soldati e 55 miliziani, mentre la giunta rafforza l’alleanza militare con Mali e Burkina Faso.

Due violenti scontri tra l’esercito del Niger e gruppi jihadisti hanno causato la morte di 13 soldati e di almeno 55 miliziani, secondo quanto comunicato dalle autorità militari di Niamey.

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Il primo attacco si è verificato il 15 marzo in un sito aurifero nella regione occidentale di Tillabéri, dove combattenti affiliati allo Stato Islamico hanno affrontato le forze nigerine. Nove soldati sono caduti in battaglia, mentre sette sono rimasti feriti. I miliziani, circa un centinaio, sono arrivati su moto dalla vicina Burkina Faso. Un’operazione congiunta via terra e via aerea tra i due paesi ha permesso di neutralizzare 55 jihadisti.

Il secondo scontro è avvenuto due giorni dopo in una base militare situata all’estremità opposta del Paese, dove circa 300 combattenti di Boko Haram hanno lanciato un assalto usando veicoli imbottiti di esplosivo e trappole artigianali. Quattro soldati nigerini hanno perso la vita.

Nonostante le promesse della giunta militare salita al potere nel luglio 2023 di ristabilire la sicurezza e valorizzare le risorse minerarie e petrolifere del Paese, la situazione rimane instabile. La regione del Sahel continua a essere teatro di attacchi jihadisti, crisi politica e gravi difficoltà socio-economiche aggravate dalle sanzioni internazionali.

In risposta alla minaccia crescente, Niger, Mali e Burkina Faso – tutti governati da giunte militari – stanno costituendo una forza congiunta di 5.000 uomini per affrontare l’insurrezione jihadista, le reti criminali e i traffici illeciti che affliggono l’area.

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