In Nigeria almeno 3,64 milioni di persone, pari a circa l’1,5% della popolazione, convivono con una forma di cecità corneale. A fornire il dato è l’Eye Bank for Restoring Sight in Nigeria, che ha rilanciato l’allarme sulla scarsità di cornee disponibili per i trapianti e sulla necessità di promuovere nel Paese la cultura della donazione.
Secondo Festus Odunayo Oshoba, presidente del Board of Governors dell’organizzazione, oltre 200 pazienti sono attualmente in lista d’attesa per un trapianto di cornea. L’Eye Bank ha finora facilitato più di 95 interventi riusciti, 19 dei quali su bambini e ragazzi di età compresa tra i 30 mesi e i 18 anni.
I numeri mostrano la distanza tra il bisogno sanitario e la disponibilità di tessuti per i trapianti. L’organizzazione sta inoltre lavorando alla creazione di un registro nazionale che consenta di conoscere con maggiore precisione il numero dei trapianti effettuati e delle persone che hanno recuperato la vista.
Uno degli ostacoli principali rimane la limitata diffusione della donazione post mortem. In Nigeria molte delle cornee utilizzate per i trapianti provengono ancora dall’estero. L’Eye Bank ha ricordato di essere riuscita in passato a prelevare con successo le cornee di due donatori nigeriani che avevano espresso questa volontà prima della morte, rispettivamente nel 2010 e nel 2012.
Alla difficoltà di reperire donatori si aggiungono convinzioni culturali e religiose, oltre a informazioni inesatte sulle procedure di prelievo degli organi. Un problema specifico riguarda, per esempio, la necessità di effettuare rapidamente il prelievo della cornea nei casi in cui le pratiche religiose prevedano la sepoltura del defunto entro un intervallo di tempo molto breve.
Proprio il rapporto tra medicina, credenze e percezioni sociali della donazione è al centro della nuova campagna di sensibilizzazione dell’Eye Bank. L’organizzazione ha scelto come ambasciatrice l’attrice nigeriana Joke Silva, una delle figure più note di Nollywood, con l’obiettivo di ampliare la conoscenza della donazione delle cornee e contrastare i timori legati alla rimozione di parti del corpo dopo la morte.
Silva ha sottolineato che un Paese con oltre 200 milioni di abitanti dovrebbe riuscire a sviluppare una maggiore capacità interna di reperimento delle cornee, riducendo la dipendenza dalle donazioni provenienti dall’estero. La sensibilizzazione pubblica, ha osservato, deve quindi affiancare il lavoro dei medici e delle strutture sanitarie.
Nel corso dell’iniziativa sono state raccontate anche alcune esperienze concrete. Raphael Oguntimi, diventato cieco in seguito a un’ulcera e a un’infezione oculare, ha spiegato di avere inizialmente pensato di dover raggiungere l’India per curarsi. Dopo avere individuato una possibilità terapeutica a Lagos, nel 2022 è stato sottoposto a un trapianto con una cornea proveniente dall’estero. L’intervento gli ha permesso di recuperare la vista e l’autonomia quotidiana.
Un’altra testimonianza ha riguardato uno dei primi donatori di cornea del Paese. Kunle Ola Shodipo ha raccontato che suo fratello, ucciso a Lagos nel 2010, aveva espresso prima della morte la volontà di donare le proprie cornee. La famiglia decise di rispettare quella scelta, consentendo ad altre persone di beneficiare della donazione.
Sono storie che l’Eye Bank intende rendere maggiormente visibili per ridurre paure e false convinzioni. La donazione della cornea, sottolineano i promotori della campagna, non comporta la rimozione dell’intero occhio e non impedisce alla famiglia di celebrare dignitosamente i riti funebri.
In un Paese in cui milioni di persone convivono con la perdita della vista causata da patologie della cornea, il problema non riguarda dunque soltanto la disponibilità di competenze mediche. La possibilità di aumentare il numero dei trapianti passa anche attraverso la costruzione di fiducia, una migliore informazione e un confronto con le rappresentazioni culturali del corpo e della morte. La donazione diventa così un terreno in cui salute pubblica, solidarietà e convinzioni sociali si incontrano, e talvolta entrano in tensione.


