Due importanti testate nigeriane, «Business Day» e «Daily Trust», hanno riportato gravi testimonianze sulla sorte dei migranti nigeriani trattenuti in Libia. I due quotidiani riferiscono che il Senato della Nigeria ha sollecitato il governo a intervenire con urgenza per il rimpatrio dei connazionali ancora intrappolati nei centri di detenzione libici, molti dei quali vittime di tratta, violenze sessuali e abusi sistematici.
L’appello è seguito all’approvazione di una mozione dal titolo “L’urgenza di proteggere i nigeriani dalla tratta di esseri umani, dalla schiavitù e dalle violazioni dei diritti umani in Libia”, presentata dal senatore Aniekan Bassey. Nella sua relazione, Bassey ha espresso profonda preoccupazione per le condizioni disumane dei detenuti e ha ricordato che oltre mille persone sono state rimpatriate nel solo primo trimestre del 2025, dopo essere sopravvissute a torture, stupri e perfino prelievi forzati di organi.
Tra le storie più scioccanti citate dal senatore, quella di Mercy Olojbingha, una giovane donna che aveva venduto i beni della propria famiglia nella speranza di costruirsi un futuro migliore. Finita nelle mani dei trafficanti, Mercy è stata rinchiusa in un centro di detenzione libico per oltre un anno, dove – secondo il suo racconto – le è stato imposto di donare il sangue ripetutamente contro la sua volontà.
Lawmakers declined to second Senator Natasha Akpoti-Uduaghan’s motion urging the Senate to address the abuse of Nigerian women detained in Libya prisons. https://t.co/cc7G7woHDd
— NFM News (@Nfmedianews) October 17, 2025
La senatrice Natasha Akpoti-Uduaghan ha aggiunto un ulteriore dettaglio inquietante: molte donne nigeriane vittime di tratta, ha denunciato, sono rimaste incinte e hanno partorito all’interno delle prigioni libiche. Ha chiesto quindi un coordinamento immediato tra il Servizio per l’immigrazione e l’Amministrazione penitenziaria della Nigeria per favorire il rimpatrio delle madri detenute e dei loro bambini. Secondo la senatrice, molte di queste donne erano state arrestate dopo essere state sfruttate sessualmente, e continuano a subire abusi da parte delle guardie e dei funzionari dei centri di detenzione.
Il Parlamento di Abuja ha inoltre proposto una campagna nazionale di sensibilizzazione per scoraggiare la migrazione irregolare verso le aree di conflitto e per offrire percorsi di reintegrazione ai rimpatriati.
Le denunce del Senato nigeriano riportano al centro dell’attenzione internazionale la questione dei migranti africani intrappolati in Libia, un Paese dove, a quasi dieci anni dalla caduta del regime di Gheddafi, la frammentazione politica e la mancanza di controllo statale continuano a favorire traffici di esseri umani, estorsioni e violenze sistematiche.


