Nello scorso fine settimana, un attacco aereo dell’Aeronautica militare nigeriana ha ucciso almeno 20 membri armati di una milizia e distrutto 21 motociclette nello Stato nord-occidentale di Zamfara. L’operazione mirava a prevenire un attacco su larga scala pianificato contro alcuni villaggi. Secondo il portavoce della forza aerea, Air Commodore Ehimen Ejodame, l’azione è stata condotta sulla base di informazioni di intelligence che indicavano la concentrazione di terroristi pronti ad attaccare insediamenti civili.
A military airstrike has killed at least 20 people in Nigeria’s violence-hit Zamfara state, prompting Amnesty International to call for an investigation https://t.co/XR3aFttV16 pic.twitter.com/1mj8mb4ica
— Al Jazeera English (@AJEnglish) June 3, 2025
Ulteriori fonti d’intelligence hanno confermato che i banditi avevano già ucciso alcuni agricoltori e rapito diversi civili, tra cui donne e bambini. Durante l’operazione, due vigilanti locali sono stati uccisi e altri due feriti in un conflitto a fuoco.
L’attacco si è svolto domenica 1° giugno nei villaggi di Maraya e Wabi, aree spesso colpite da bande armate nella regione nord-occidentale del Paese. Secondo i residenti, l’attacco aereo è stato richiesto dopo che i villaggi erano stati assaliti dai banditi, ma ha avuto conseguenze tragiche: alcuni testimoni, come Abdullahi Ali, membro di una milizia locale, hanno riferito che i raid hanno provocato la morte di almeno 20 persone appartenenti alla comunità locale.
Amnesty International ha confermato di aver ricevuto segnalazioni sull’attacco e ha chiesto un’indagine urgente. L’organizzazione per i diritti umani ha criticato l’uso ricorrente di raid aerei nelle zone abitate, definendolo un comportamento “illegale e sconsiderato”. Il timore è che, come in casi precedenti, tra cui un bombardamento avvenuto a gennaio 2025 a Tungar Kara che causò 16 morti, anche stavolta siano state colpite persone non coinvolte nei combattimenti.
Un altro residente, Auwal Idris, ha raccontato che una bomba è stata sganciata nei pressi di uno scontro tra le guardie comunitarie e i banditi, uccidendo 20 membri delle forze di autodifesa locali.


