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Crisi

Nigeria, autista arrestato dopo il sequestro di studenti diretti all’esame JAMB

In Nigeria 13 studenti restano dispersi dopo l’attacco armato a un autobus diretto agli esami JAMB nello Stato di Benue, con l’autista arrestato per aver violato le norme di sicurezza.

Un episodio di violenza armata nel centro della Nigeria riporta al centro dell’attenzione la fragilità della sicurezza nei trasporti civili e il crescente impatto dell’insicurezza sulla vita quotidiana, in particolare su giovani e studenti. Nello Stato di Benue, un autobus con a bordo principalmente candidati all’esame nazionale di ammissione universitaria è stato attaccato da uomini armati: il bilancio provvisorio parla di 13 persone ancora disperse dopo un rapimento di massa.

Secondo quanto comunicato dalla compagnia di trasporti Benue Links Nigeria Limited, il conducente del mezzo, un autobus da 18 posti, è stato arrestato dalle autorità. L’uomo avrebbe violato le direttive aziendali effettuando il viaggio senza autorizzazione, in orario notturno e senza le necessarie procedure di registrazione. Una scelta che, secondo la società, ha esposto i passeggeri a rischi elevati in un contesto già segnato da frequenti attacchi armati.

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L’episodio si è verificato nella notte del 15 aprile 2026, nell’area di Ikobi, nel Local Government Area di Otukpo. A bordo del veicolo si trovavano studenti diretti a sostenere il Joint Admissions and Matriculation Board (JAMB), un esame cruciale per l’accesso all’università in Nigeria. Durante l’assalto, il conducente e alcuni passeggeri sono riusciti a fuggire, mentre 15 persone sono state rapite. Due di loro sono successivamente riuscite a scappare, lasciando ancora 13 individui nelle mani degli aggressori.

La compagnia ha sottolineato che esiste una direttiva interna che vieta ai veicoli di viaggiare oltre le 18:00, proprio a causa del deterioramento delle condizioni di sicurezza lungo molte arterie stradali del Paese. Il viaggio in questione non era stato registrato ufficialmente, e ciò complica ulteriormente l’identificazione precisa di tutte le vittime.

Le autorità di polizia dello Stato di Benue hanno confermato l’arresto dell’autista e l’avvio di un’operazione su larga scala per rintracciare i rapiti. Sono state dispiegate unità specializzate, tra cui squadre anti-sequestro, insieme ad altre agenzie di sicurezza. Le operazioni di ricerca sono tuttora in corso.

L’episodio si inserisce in una dinamica più ampia che caratterizza diverse regioni della Nigeria, dove gruppi armati conducono sequestri a scopo di estorsione, spesso prendendo di mira civili vulnerabili come studenti e viaggiatori. Il caso di Benue evidenzia non solo la vulnerabilità delle infrastrutture di trasporto, ma anche le tensioni tra responsabilità individuale e sistemi di controllo istituzionale.

In questo contesto, la vicenda solleva interrogativi rilevanti sulla gestione del rischio, sulla disciplina operativa delle aziende di trasporto e sul ruolo dello Stato nel garantire sicurezza in territori segnati da instabilità cronica. Per le famiglie degli studenti coinvolti, tuttavia, la dimensione resta immediata e concreta: l’attesa per notizie dei propri figli.

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