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Sviluppo

Nigeria, avanguardia africana dell’intelligenza artificiale e della trasformazione digitale

La Nigeria accelera sulla trasformazione digitale e sull’intelligenza artificiale per guidare l’Africa verso un futuro tecnologico sostenibile e inclusivo.

La Nigeria punta a diventare il motore della rivoluzione digitale africana, facendo leva su intelligenza artificiale, energia rinnovabile e innovazione inclusiva. È quanto ha dichiarato a Washington Kashifu Abdullahi, direttore generale della National Information Technology Development Agency (NITDA), durante gli incontri annuali del FMI e della Banca Mondiale.

Secondo Abdullahi, il governo federale intende utilizzare tecnologia e fonti rinnovabili come strumenti per favorire la prosperità rurale e la crescita economica. “L’energia rinnovabile non è il traguardo finale, ma un catalizzatore. Quando c’è energia, arriva la connettività, e con essa ogni altra trasformazione”, ha spiegato.

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Il piano di NITDA si fonda sull’idea che l’intelligenza artificiale sarà più dirompente dell’elettricità stessa: un motore di cambiamento destinato a rivoluzionare agricoltura, finanza, istruzione e sanità. In questa direzione, è stato creato il National Centre for Artificial Intelligence and Robotics, centro di ricerca dedicato alle tecnologie emergenti, e sviluppata una Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale, orientata a costruire sistemi sostenibili e responsabili.

La roadmap di NITDA si articola su otto pilastri strategici — dalla alfabetizzazione digitale all’innovazione, dalle infrastrutture alla ricerca — con un’attenzione particolare a tecnologie come AI, blockchain, Internet of Things, robotica, manifattura additiva e droni. Dal 2023 sono stati realizzati oltre 220 Digital Economy Centres in tutto il Paese, con l’obiettivo di raggiungere 500 entro il 2027, uno per ogni governo locale, nell’ambito del progetto “774 initiative”.

Per affrontare il problema del divario digitale, la Nigeria ha inoltre inserito la alfabetizzazione digitale nei programmi scolastici, con il supporto del Ministero dell’Istruzione e della National Universities Commission, rendendola materia obbligatoria nei corsi universitari.

Parallelamente, diversi programmi come Idea Hatch e Ignite promuovono la creatività giovanile e l’imprenditorialità femminile. Le collaborazioni con grandi aziende globali — tra cui Google, Microsoft, Huawei, Cisco — e con organizzazioni internazionali come JICA, GIZ, UE, ITU, USAID e FCDO stanno ampliando l’ecosistema dell’innovazione nigeriana.

Abdullahi ha riconosciuto che le principali sfide restano la carenza infrastrutturale, la difficoltà di accesso ai capitali e la scarsità di competenze specialistiche, ma ha sottolineato che il governo sta intervenendo con strumenti mirati come lo Startup Act, la Youth Entrepreneurship and Innovation Bank e il programma IDICE.

Elemento centrale di questa strategia è la ricostruzione della fiducia tra governo e settore privato. “Stiamo co-creando le politiche con l’ecosistema, perché la fiducia semplifica tutto”, ha dichiarato Abdullahi, sottolineando la visione del presidente Bola Tinubu di un’economia “guidata dal settore privato ma abilitata dallo Stato”.

Con un’infrastruttura digitale in espansione, investimenti mirati e una visione orientata all’inclusione, la Nigeria si candida così a diventare un punto di riferimento per l’intera Africa nel campo dell’intelligenza artificiale e della trasformazione tecnologica.

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