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Conflitti

Nigeria, decine di pescatori dispersi dopo i raid aerei del Ciad contro Boko Haram

In Nigeria, decine di pescatori sono dispersi e temuti morti dopo i raid aerei lanciati dal Ciad contro Boko Haram nell’area del Lago Ciad, regione segnata da anni da conflitti jihadisti e controllo armato delle attività di pesca.

Nel bacino del Lago Ciad, decine di pescatori nigeriani risultano dispersi e si teme siano morti dopo una serie di raid aerei lanciati dall’esercito del Ciad contro postazioni di Boko Haram. Secondo Abubakar Gamandi Usman, presidente della Lake Chad Basin Fisheries Association of Nigeria, oltre quaranta persone potrebbero aver perso la vita tra bombardamenti e tentativi di fuga nel caos seguito agli attacchi.

L’operazione militare è stata annunciata domenica dalla presidenza ciadiana come risposta a recenti offensive jihadiste contro basi militari situate nell’area del Lago Ciad. Nei giorni precedenti, Boko Haram aveva colpito installazioni dell’esercito del Ciad, provocando, secondo fonti ufficiali, la morte di almeno ventiquattro soldati e di due generali.

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La regione del Lago Ciad rappresenta da anni uno dei principali epicentri dell’insurrezione jihadista nell’Africa occidentale. Tra canali, isole e vaste zone paludose condivise da Nigeria, Ciad, Niger e Camerun, gruppi armati come Boko Haram e la sua fazione rivale Iswap esercitano un controllo capillare sul territorio e sulle attività economiche locali.

Secondo il racconto delle associazioni dei pescatori, molti civili vivono e lavorano nelle stesse isole utilizzate dai combattenti jihadisti come basi operative. Quando gli aerei militari ciadiani hanno iniziato a sorvolare l’area venerdì scorso, sia i miliziani sia i pescatori avrebbero tentato di abbandonare rapidamente le isole, spesso utilizzando imbarcazioni sovraccariche. Alcuni sarebbero stati colpiti direttamente dai bombardamenti, altri sarebbero annegati durante la fuga.

Le ricerche dei dispersi procedono lentamente anche a causa delle difficili condizioni ambientali del Lago Ciad. Le comunità locali denunciano inoltre il controllo esercitato da Boko Haram sulle rotte della pesca e sui trasporti fluviali. Secondo Usman, il gruppo jihadista imporrebbe tasse ai pescatori e regolerebbe l’accesso alle aree di pesca e ai mercati del pesce.

Non è la prima volta che operazioni militari nella regione provocano accuse di vittime civili. Già nell’ottobre 2024, raid dell’aviazione ciadiana contro presunti obiettivi jihadisti sull’isola di Tilma avevano causato la morte di numerosi pescatori nigeriani.

Finora né le autorità della Nigeria né quelle del Ciad hanno commentato ufficialmente le accuse relative alle possibili vittime civili degli ultimi bombardamenti. L’episodio conferma tuttavia quanto il conflitto nel Lago Ciad continui a intrecciare guerra, controllo delle risorse e vulnerabilità delle popolazioni locali, in una delle aree più instabili del continente africano.

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