Nel nord-ovest della Nigeria si affaccia un nuovo attore armato, il gruppo Mamudawa, la cui comparsa segna un ulteriore elemento di frammentazione nel già complesso scenario della sicurezza regionale. L’identificazione di questa formazione segue una serie di attacchi coordinati nello Stato di Kebbi, che hanno causato vittime, distruzione e nuovi sfollamenti.
Le violenze più recenti hanno colpito il distretto di Gebbe, nell’area amministrativa di Shanga, tra domenica e lunedì. Uomini armati, indicati dalle autorità come membri del gruppo Mamudawa, hanno attaccato diversi villaggi, uccidendo almeno quattro persone e incendiando numerose abitazioni. Le comunità di Kalkami, Tungar Bori e Kawara risultano tra le più colpite, con quest’ultimo villaggio completamente distrutto.
New Terrorist Group ‘Mamudawa’ Attacks Kebbi Communities, Kills Four Persons, Displaces Residents | Sahara Reporters https://t.co/TcytITm8C4 pic.twitter.com/obPzydUQHa
— Sahara Reporters (@SaharaReporters) April 7, 2026
Secondo fonti locali, gli aggressori sarebbero entrati nell’area dalla foresta di Wawa, nello Stato del Niger, sfruttando le caratteristiche ambientali del territorio per muoversi e colpire con rapidità. Le autorità di polizia dello Stato di Kebbi hanno confermato che gli attacchi sono attribuibili al gruppo Mamudawa, sottolineando come la conformazione geografica abbia favorito l’azione degli assalitori.
La comparsa di Mamudawa si inserisce in un contesto già segnato dalla presenza di molteplici gruppi armati attivi tra Kebbi, Sokoto e gli Stati limitrofi. Solo pochi giorni prima, nella stessa area, un altro gruppo, i Lakurawa, era stato ritenuto responsabile dell’uccisione di dodici militari, tra cui un agente della polizia mobile. L’emergere di nuove sigle armate indica una crescente fluidità del fenomeno e una possibile riorganizzazione delle reti violente locali.
Sul piano umanitario, le conseguenze sono immediate. Secondo le autorità locali, numerosi residenti hanno abbandonato le proprie case: alcuni hanno trovato rifugio nella località di Gungu, mentre altri si sono nascosti nelle foreste circostanti per sfuggire a ulteriori attacchi. Il vice presidente dell’area di governo locale di Shanga, Adamu Hamza Gebbe, ha parlato di violenze ormai ricorrenti, mentre il capo distrettuale Haruna Usman ha confermato l’entità degli sfollamenti.
Parallelamente, nello Stato di Sokoto, si registra un ulteriore episodio di insicurezza diffusa. Nel villaggio di Gazau, nell’area di Isa, uomini armati hanno condotto un raid notturno sequestrando inizialmente tredici persone. Dopo una selezione forzata, sei ostaggi sono stati trattenuti e condotti in un luogo sconosciuto. I responsabili avrebbero minacciato nuovi attacchi quotidiani, chiedendo alla comunità una forma di sottomissione negoziata.
L’emergere del gruppo Mamudawa rappresenta un segnale rilevante: non solo per l’intensificazione delle violenze, ma per la continua trasformazione del mosaico di gruppi armati nel nord-ovest della Nigeria. In questo contesto, la proliferazione di nuove entità rende più difficile l’azione di contrasto e contribuisce ad ampliare l’incertezza per le popolazioni locali.


