“Era pieno di sogni e di visioni: un uomo d’affari la cui vita è stata tragicamente spezzata. Riposa in pace, fratello.” Si legge sul web “Ekpoma ha perso un imprenditore a causa di un tentativo di rapimento che, purtroppo, ha portato alla sua morte.”
La città di Ekpoma si è svegliata in un nuovo dolore e nella paura. Quello che doveva essere l’ennesimo tentativo di rapimento a scopo di riscatto si è trasformato in un omicidio a sangue freddo, mentre l’imprenditore stava rincasando nel quartiere di Idumebo. La vittima Justin Oigbokie, conosciuto come “Jusewayne” o “Justin Wayne”, CEO di ‘Principle Takeout’, è un noto content creator e hypeman locale molto stimato, promotore di eventi e figura di riferimento per i giovani della zona.
Secondo le ricostruzioni, un commando di uomini armati ha intercettato l’imprenditore nella tarda serata di sabato 2 maggio. Il tentativo di sequestro è fallito, degenerando tragicamente nell’uccisione della vittima, in circostanze ancora al vaglio delle autorità. Nonostante il trasporto d’urgenza in ospedale, le ferite riportate si sono rivelate fatali. La morte di Jusewayne, che lascia una moglie e dei figli in tenera età, ha colpito l’intera comunità, anche perché era considerato un esempio di successo imprenditoriale nel settore della ristorazione e dell’intrattenimento per tutti i giovani. Il suo omicidio e la violenza su altre due persone nelle ultime ore riaccendono le proteste dei cittadini, sempre più assediati dalle violente incursioni dei ‘banditi’, che non solo rapiscono a scopo di estorsione, ma sono ormai protagonisti di violenze, aggressioni e omicidi senza precedenti.
Ekpoma si trova nel sud della Nigeria, nello Stato di Edo, uno snodo cruciale lungo la direttrice che collega la capitale dello stato, Benin City, con il nord del Paese verso Abuja. Questa posizione strategica, unita alla presenza della prestigiosa Ambrose Alli University, la rende un centro vitale ma estremamente vulnerabile. Sebbene lo Stato di Edo non sia l’epicentro del terrorismo jihadista che affligge il nord-est della Nigeria, è considerato una zona ad alto rischio per i crimini violenti. La regione è infatti piagata dal cosiddetto banditismo: gruppi criminali organizzati che sfruttano le fitte aree boschive circostanti per nascondere i sequestrati e tendere imboscate lungo le principali arterie stradali.
Purtroppo l’Università è sempre più nel mirino e l’insicurezza che si respira sta paralizzando la vita accademica. Gli studenti della Ambrose Alli University sono diventati prede ideali per i sequestratori, molti giovani evitano ormai le lezioni serali o di muoversi fuori dai campus, in un costante stato di allerta. Dietro ogni sequestro si nasconde il dramma delle famiglie costrette a trattare direttamente con i “banditi”. I parenti delle vittime sono spesso lasciati soli e costretti a vendere ogni bene, case, terreni e bestiame, per pagare somme astronomiche. Attualmente, due giovani rapiti tra febbraio e marzo risultano ancora nelle mani dei sequestratori, senza alcuna notizia. il silenzio sta logorando i loro cari, sospesi tra la speranza e la disperazione più nera.
La gestione dell’ordine pubblico a Ekpoma è diventata un acceso terreno di scontro politico e sociale. Da un lato, i giovani e le famiglie chiedono interventi drastici; dall’altro, si sono verificate delle “contro-proteste” organizzate da gruppi locali che insistono nel definire la città “sicura”, temendo il crollo delle attività economiche e lo stigma territoriale. Tuttavia, la morte di un imprenditore come Mr. Jusewayne rende difficile sostenere la tesi della normalità. La popolazione si chiede ora se ci sia una reale volontà politica di smantellare le reti criminali che operano nell’area, il dolore della comunità si sta rapidamente trasformando in un senso di tradimento, soprattutto in un momento così vicino alle elezioni dei governi locali (Local Government Elections). L’ accusa è che il governo stia usando le forze dell’ordine non per proteggere i cittadini, ma per proteggere i politici impegnati nei pre-comizi e nelle attività di partito, lasciando i civili alla mercé della violenza delle bande armate. Mentre le autorità continuano a indagare sull’attacco di ieri, la tensione rimane altissima. La cittadinanza chiede soluzioni durature che possano essere implementate per porre fine a questo incubo. Senza un intervento ispettivo coordinato e una protezione costante dei campus e dei centri abitati, il rischio è che altri giovani imprenditori come Jusewayne continuino a cadere sotto i colpi di un’industria del sequestro che non sembra conoscere crisi.


