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Diritti umani

Nigeria, la tardiva grazia dei “nove Ogoni”, impiccati nel 1995 per aver difeso l’ambiente

Imputati in un processo farsa, in 9 vennero accusati di omicidio e messi rapidamente a morte.

A ormai 30 anni dalla loro esecuzione, il governo della Nigeria ha emesso un provvedimento postumo di grazia per i cosiddetti “nove Ogoni”, impiccati il 10 novembre 1995. Graziati sì, ma non ufficialmente dichiarati innocenti. Questa non è giustizia.
I “nove Ogoni”, un gruppo di attivisti per l’ambiente guidato dal poeta e scrittore Ken Saro-Wiwa e del quale facevano parte anche Barinem Kiobel, John Kpuinen, Baribor Bera, Felix Nuate, Paul Levula, Saturday Dobee, Nordu Eawo e Daniel Gbokoo, vennero eliminati dalla giunta militare allora al potere, che collaborava attivamente con la Shell e con altre compagnie petrolifere, affinché cessassero di denunciare la distruzione, da decenni e ancora in corso, della vita e dei beni di sussistenza delle popolazioni residenti lungo il delta del fiume Niger a causa dell’inquinamento dell’aria e degli sversamenti sulla terra e nell’acqua.
Il processo fu una farsa. I “nove Ogoni” vennero accusati di omicidio e messi rapidamente a morte.
Da allora le mogli e altri familiari dei “nove Ogoni” chiedono giustizia, alle compagnie petrolifere e allo stesso governo nigeriano, con esiti alterni. Spesso avversi. Lo stesso stanno facendo le comunità di Ogale, Bide e Bodo.
Ctedits photo Tribal Now
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