Nuove tensioni politiche nello Stato di Edo, nel sud della Nigeria, dove un’organizzazione legata all’African Democratic Congress (ADC) ha denunciato una serie di attacchi contro esponenti e militanti del partito di opposizione.
L’ADC Grassroots Mobilisation for Change (AGMC) ha lanciato l’allarme dopo l’ultimo episodio, avvenuto domenica sera a Iruekpen, presso la residenza del consigliere legale nazionale del partito, Oserheimen Osunbor. Secondo quanto riferito dal gruppo, alcuni membri dell’ADC si erano riuniti per un incontro quando si sarebbe verificata un’irruzione da parte di presunti facinorosi.
L’episodio arriva a pochi giorni da un altro fatto analogo: circa cinque giorni prima, sempre secondo l’AGMC, individui descritti come “hoodlums” avrebbero interrotto una riunione di dirigenti del partito presso il segretariato dell’ADC a Benin City, capoluogo dello Stato.
In una dichiarazione firmata dal direttore della comunicazione Andrew Iguebor, l’organizzazione ha condannato quelli che ha definito “attacchi incessanti” contro il partito, sostenendo che tali azioni rappresentano una minaccia per la pratica democratica.
Nel comunicato si sottolinea che un’aggressione avvenuta durante una riunione pacifica in una residenza privata non colpisce soltanto un partito politico, ma mette in discussione i principi stessi del pluralismo e della libertà di espressione. “La democrazia può prosperare solo dove le voci dell’opposizione sono rispettate, non messe a tacere attraverso intimidazioni e violenza”, si legge nella nota.
L’AGMC ha inoltre accusato presunti sostenitori dell’All Progressives Congress (APC), partito di governo a livello federale, di essere dietro gli attacchi, sostenendo che lo Stato di Edo stia diventando un terreno di scontro in cui le forze di opposizione sarebbero bersaglio di azioni volte a silenziare il dissenso.
Il gruppo ha infine affermato che l’ADC non intende farsi intimidire, aggiungendo che un governo che, a suo dire, ha causato sofferenze economiche alla popolazione non potrebbe reprimere la volontà popolare attraverso la pressione e la violenza.
Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali delle autorità statali o del partito chiamato in causa rispetto alle accuse. Resta alta l’attenzione sul clima politico in Edo, uno degli Stati più strategici del Paese, dove la competizione tra maggioranza e opposizione si inserisce in un quadro nazionale già segnato da tensioni economiche e sociali.


