Le violente piogge che hanno colpito Lagos negli ultimi giorni hanno riacceso il dibattito sulla vulnerabilità della più grande metropoli della Nigeria di fronte agli eventi meteorologici estremi. Dopo oltre dodici ore di precipitazioni torrenziali, numerosi quartieri sono rimasti sommersi dall’acqua, spingendo il governo statale a fornire una spiegazione sulle cause dell’emergenza e ad annunciare nuovi interventi.
Secondo il commissario statale per l’Ambiente e le Risorse idriche, Tokunbo Wahab, quanto accaduto nell’area di Ikorodu sarebbe stato aggravato dall’operato di un’impresa impegnata in lavori di costruzione. Per consentire l’avanzamento del cantiere, il corso d’acqua a valle sarebbe stato temporaneamente sbarrato, senza prevedere un evento piovoso di tale intensità. Solo durante l’emergenza le autorità hanno chiesto all’impresa di liberare il deflusso delle acque, permettendo una graduale riduzione degli allagamenti.
Il governo dello Stato di Lagos sottolinea tuttavia che il problema non può essere ricondotto esclusivamente a un singolo episodio. Le autorità riconoscono che il cambiamento climatico renderà sempre più frequenti gli episodi di allagamento improvviso e invitano la popolazione a prepararsi a una nuova normalità caratterizzata da precipitazioni sempre più intense.
Accanto ai fattori climatici, l’amministrazione individua numerose responsabilità di origine umana. Tra queste figurano l’ostruzione dei canali di drenaggio, l’urbanizzazione incontrollata, l’occupazione abusiva delle aree destinate al deflusso delle acque e la progressiva distruzione delle zone umide, considerate fondamentali per assorbire l’acqua durante le piogge più intense.
Per questo motivo il governo ha annunciato una linea particolarmente severa. A Lekki è stata ordinata la demolizione di edifici costruiti sui canali di drenaggio, mentre sono stati avviati controlli su diversi progetti immobiliari sospettati di aver occupato aree umide o ristretto il corso naturale dei fiumi senza le necessarie autorizzazioni. Tra i casi segnalati figura anche quello del fiume Ikota, dove un intervento privato avrebbe ridotto l’ampiezza dell’alveo compromettendo il naturale deflusso delle acque verso la laguna.
L’obiettivo dichiarato dall’esecutivo statale è quello di rafforzare le infrastrutture di drenaggio e ripristinare gli spazi naturali indispensabili per limitare gli effetti delle precipitazioni estreme. Secondo le autorità, la sfida non consiste soltanto nella costruzione di nuove opere idrauliche, ma anche nel rispetto delle regole urbanistiche e nella tutela degli ecosistemi che svolgono una funzione essenziale nella gestione delle acque.
L’episodio di Lagos evidenzia ancora una volta come le conseguenze del cambiamento climatico si intreccino con la pianificazione urbana e con la gestione del territorio. In molte grandi città africane, la crescita demografica e l’espansione edilizia stanno aumentando l’esposizione ai rischi idrogeologici, trasformando eventi meteorologici eccezionali in crisi sempre più frequenti.


