Quasi 10.000 vittime di tratta di origine nigeriana identificate sul territorio dell’Unione Europea e migliaia di giovani sistematicamente intrappolati in circuiti di lavoro forzato, debiti insostenibili e rifugi di fortuna. È questo il drammatico bilancio che spinge la Global Anti-Human Trafficking Organisation (GAHTO) a lanciare un avvertimento urgente, rivolto ai giovani nigeriani e alle loro famiglie, contro le false offerte di lavoro e le reti di truffe internazionali collegate a QNET, una multinazionale di vendita diretta e e-commerce. Dietro la promessa di impieghi redditizi oltreconfine, le persone vengono attirate in Paesi dell’Africa occidentale come la Costa d’Avorio, il Burkina Faso e il Senegal, finendo ostaggio di veri e propri circuiti criminali. Diverse reti criminose utilizzano il nome e il marchio di QNET come specchietto per le allodole. I truffatori adescano i giovani promettendo impieghi lucrosi, opportunità di business o carriere internazionali, condizionando la partenza alla necessità di viaggiare in Paesi dell’Africa occidentale, come Costa d’Avorio, Burkina Faso, Senegal o Mali, per entrare nella presunta rete di vendita. Una volta arrivate a destinazione, le vittime si ritrovano private della libertà, costrette a subire abusi o a lavorare forzatamente per estorcere denaro e ripagare debiti fittizi.
Dall’altra parte, QNET ha sempre preso le distanze con forza da queste accuse, condannando fermamente la tratta di esseri umani e le attività criminali ad essa correlate. L’azienda replica che si tratta di truffe messe in atto da terzi che strumentalizzano il suo modello di business per compiere reati, e ribadisce di non offrire impieghi stipendiati all’estero, servizi di immigrazione, visti o collocamenti lavorativi, trattandosi di un’impresa di e-commerce e vendita diretta basata su distributori indipendenti. Per arginare il fenomeno, QNET ha avviato campagne di informazione come “Say No!” e collaborazioni con le forze dell’ordine e le agenzie anti-frode in vari Paesi africani, tra cui Ghana e Nigeria.
L’allarme è stato sollevato dal fondatore dell’organizzazione, Prosper Michael, in occasione della Giornata Mondiale contro la Tratta di Persone. La ricorrenza, celebrata lo scorso 30 luglio sotto il tema “Trapped Behind the Scam”, e istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2013 tramite la risoluzione A/RES/68/192, accende i riflettori sull’evoluzione delle organizzazioni criminali, abili nello sfruttare le tecnologie digitali e le piattaforme online per reclutare e controllare le vittime. Michael ha espresso forte preoccupazione per il costante incremento della tratta verso l’Africa occidentale, l’Africa settentrionale e il Medio Oriente. La nota diffusa dalla GAHTO delinea uno scenario impressionante, in cui molte delle donne vengono segregate in rifugi di fortuna e costrette alla prostituzione per estinguere debiti fittizi stimati attorno ai 4 milioni di Naira, mentre le persone impiegate nei circuiti lavorativi illegali sono costrette a faticare per oltre due anni prima di poter sperare nella libertà. Il report sottolinea anche che numerosi cittadini nigeriani risultano inoltre tuttora bloccati nel famigerato campo di Oshofana, nei pressi di Tripoli in Libia, dove subiscono estorsioni e vengono costretti a chiedere alle famiglie in patria riscatti compresi tra i 2 e i 3 milioni di Naira, restando bloccati all’estero per la totale impossibilità economica di sostenere i costi di rientro. Pur ribadendo il pieno rispetto del diritto costituzionale alla migrazione, la GAHTO invita a prestare la massima attenzione nei confronti di agenzie e sedicenti intermediari che promettono facili opportunità verso mete a rischio come la Libia, l’Egitto e l’Iraq. Un appello particolare è rivolto ai genitori, affinché mantengano un dialogo costante con i propri figli, raccomandando di affidarsi esclusivamente a canali legali per cercare opportunità lavorative all’estero ed evitare di cadere nelle maglie della criminalità transnazionale. Dall’inizio del 2026, la GAHTO è riuscita a salvare diverse persone vittime di sfruttamento in contesti complessi come la Libia e l’Egitto. Tuttavia, l’associazione sottolinea che il soccorso da solo non basta, e che il lavoro non è completo senza un percorso di empowerment successivo, poiché alcune vittime liberate sono tornate ad essere nuovamente oggetto di traffico a causa della loro vulnerabilità e della mancanza di mezzi di sostentamento sostenibili. Per evitare ricadute, la GAHTO invoca un’azione corale volta a sostenere concretamente le operazioni di soccorso, riabilitazione e reinserimento delle vittime bloccate all’estero, a finanziare campagne di sensibilizzazione e programmi di emancipazione economica per i sopravvissuti, e a intensificare la cooperazione istituzionale, prendendo ad esempio il supporto offerto dal governo dello Stato del Plateau e dalla comunità Berom, dato che molti dei giovani truffati provengono proprio da aree di questa regione. In occasione della Giornata Mondiale contro la Tratta di Persone, anche la NAPTIP (National Agency for the Prohibition of Trafficking in Persons) ha intensificato le proprie attività operative e di prevenzione in diverse aree nigeriane, promuovendo incontri di sensibilizzazione sul contrasto alle reti criminali e sulla prevenzione delle truffe digitali e del reclutamento fraudolento. La lotta contro questo crimine globale richiede una forte sinergia tra la società civile, le forze dell’ordine e le istituzioni internazionali per sradicare definitivamente le reti di sfruttamento e restituire dignità ai sopravvissuti.


