L’esercito nigeriano ha annunciato di aver ucciso 40 presunti terroristi, sventato attacchi e recuperato armi nel corso di diverse operazioni condotte nel Paese tra il 21 e il 22 agosto. Il bilancio è contenuto in un rapporto operativo delle forze armate diffuso domenica 23 agosto.
Il maggior numero di vittime è stato registrato nel Nord-Est, dove proseguono le operazioni contro i gruppi jihadisti attivi soprattutto nello Stato di Borno. Secondo il rapporto militare, velivoli Guardian impiegati in attività di intelligence, sorveglianza e ricognizione hanno condotto diversi attacchi di precisione, uccidendo complessivamente 38 persone indicate come sospetti terroristi.
In una prima operazione, 16 uomini radunati nei pressi di un riparo improvvisato sarebbero stati colpiti dall’aviazione, mentre un secondo attacco avrebbe ucciso altri dieci uomini in fuga. In un’altra azione, dodici sospetti terroristi sarebbero stati individuati all’interno di una struttura e successivamente colpiti. I dati, compresa la qualificazione delle persone uccise come terroristi, provengono dal bilancio fornito dalle stesse forze armate nigeriane.
Sempre nel Borno, le truppe dell’Operation Hadin Kai hanno inoltre ricevuto la resa di cinque combattenti appartenenti alla JAS, sigla con cui viene indicata la Jama’atu Ahlis Sunna Lidda’awati wal-Jihad, la fazione storicamente associata a Boko Haram. I cinque uomini hanno consegnato alle autorità 358 munizioni calibro 7,62 mm e altre tre munizioni speciali dello stesso calibro.
L’esercito riferisce inoltre di avere sventato un attacco contro alcuni viaggiatori lungo la strada Gajiram-Mairari, nell’area amministrativa di Nganzai. Gli assalitori avrebbero aperto il fuoco contro un camion, danneggiandone uno pneumatico, prima dell’intervento dei militari, che li avrebbe costretti alla fuga. Le truppe hanno successivamente assistito il conducente e consentito al mezzo di lasciare la zona.
Operazioni sono state condotte anche nel Sud-Est del Paese. Nell’area di Ogbaru, nello Stato di Anambra, le forze dell’Operation Udo Ka hanno annunciato l’uccisione di un uomo indicato come appartenente all’IPOB/ESN, rispettivamente Indigenous People of Biafra ed Eastern Security Network. Nel corso dell’operazione sarebbero stati recuperati due fucili a pompa, due motociclette e materiali sospettati di essere destinati alla fabbricazione di ordigni esplosivi improvvisati.
In un’ulteriore operazione nell’area di Bassa, i militari hanno arrestato un civile e sequestrato un’arma da fuoco artigianale in seguito alla segnalazione di una sparatoria. Il sospettato e il materiale recuperato restano sotto custodia militare.
Il rapporto restituisce la geografia frammentata della crisi della sicurezza nigeriana. Nel Nord-Est, a oltre quindici anni dall’inizio dell’insurrezione jihadista, le forze armate continuano a confrontarsi con gruppi capaci di operare nelle aree rurali e lungo le vie di comunicazione. Nel Sud-Est, invece, la violenza è legata anche alle tensioni separatiste e alle attività attribuite alle organizzazioni biafrane. Scenari differenti che mostrano come la sicurezza rimanga una delle questioni più complesse per il Paese più popoloso dell’Africa.


