A Makoko, la comunità lagunare di Lagos colpita dalle recenti demolizioni, la richiesta di assistenza sanitaria è esplosa. Davanti alla nuova unità di emergenza allestita da Mater Africa, le persone sono già in fila nella speranza di essere visitate anche prima dell’apertura ufficiale: madri con bambini, anziani, uomini che hanno perso tutto e non hanno più alcun tipo di supporto.
Nelle ultime settimane sono arrivati oltre 80 kg di medicinali dal CMM – Centro Missionario di Firenze, insieme a strumenti di misurazione elettronici. Un’ulteriore spedizione di 20 kg è giunta ieri. Tutti i farmaci sono stati etichettati con il nome equivalente in inglese, per garantire trasparenza, sicurezza e un uso corretto da parte del personale sanitario.
Il team è già operativo: infermiere pronte, medico pronto, spazi definiti. La nuova unità dispone di un tendone di 25 m² per le visite e, nelle prossime settimane, verranno installati cinque lettini per le prime degenze. Un secondo tendone è stato predisposto per diventare un’aula scolastica, dopo che la scuola su palafitta è stata distrutta durante le demolizioni.
Aggiornamento degli ultimi giorni
Negli ultimi giorni la situazione a Makoko è precipitata con una rapidità drammatica. Le testimonianze raccolte sul campo e le notizie pubblicate dalla stampa nigeriana confermano un quadro in costante peggioramento: nuovi decessi continuano a emergere, soprattutto tra neonati, bambini e anziani costretti a vivere su piccole imbarcazioni dopo le demolizioni.
Molte famiglie, rimaste senza casa e senza alcun tipo di assistenza, stanno trascorrendo le notti su canoe o piattaforme improvvisate, esposte alla pioggia, al freddo, all’acqua contaminata e senza accesso ad acqua potabile. Le condizioni sono descritte come “traumatiche” e “insostenibili” da residenti e gruppi locali.
Nelle ultime 48–72 ore sono stati segnalati ulteriori morti sulle imbarcazioni, persone che non hanno resistito alla mancanza di cure, di riparo e di beni essenziali. Le autorità non hanno ancora attivato interventi strutturali, e la comunità continua a essere lasciata a sé stessa in una situazione che gli stessi residenti definiscono “disumana”.
La crisi, lungi dall’essersi attenuata, sta entrando in una fase ancora più critica, con un rischio concreto di ulteriori decessi se non arriverà assistenza immediata. Nel frattempo, le grandi organizzazioni presenti sul territorio non si stanno muovendo, e non sembrano intenzionate a farlo a breve. La comunità continua a registrare morti evitabili, legate alle lunghe attese per cure che non arrivano.
Aggiornamento delle ultime ore
Nelle ultime ore è emersa un’ulteriore tragedia che conferma la gravità della situazione. Una donna e i suoi due bambini sono deceduti sulla loro imbarcazione, dove vivevano da giorni senza alcuna protezione né possibilità di ricevere assistenza. La famiglia, già indebolita da malesseri precedenti, non ha potuto raggiungere alcun presidio sanitario: nessuno nella comunità era stato in grado di chiedere aiuto o di trasportarli in un luogo sicuro.
La notizia, arrivata solo oggi attraverso il team di Mater Africa che risiede da ormai un mese nel centro di Makoko, ha scosso profondamente la comunità e ha reso ancora più evidente l’urgenza di un punto di riferimento sanitario stabile. Da quando si è diffusa l’informazione sull’apertura della nuova unità di emergenza, molte persone stanno chiedendo quando potranno essere visitate, segno di un bisogno crescente e finora inascoltato. La pressione sulla tenda è già in aumento, e l’intera area guarda a questo presidio come alla prima possibilità concreta di ricevere cure immediate.
Per chi desidera sostenere il presidio sanitario di Makoko, Mater Africa ha attivato un conto dedicato:
Mater Africa – Banco BPM
IBAN: IT04D0503410100000000041770
SWIFT/BIC: BAPPIT22
Per chi desidera sostenere il presidio sanitario dalla Nigeria:
Mater Africa for Humanitarian Aid Initiative
Zenith Bank – Account Number: 1016792125


