Il governo federale della Nigeria ha avviato un’operazione su larga scala per smantellare il traffico di falsi diplomi universitari ottenuti all’estero, in particolare in Togo e nella Repubblica del Benin. Dopo un’inchiesta giornalistica che ha rivelato la possibilità per cittadini nigeriani di ottenere in tempi brevissimi certificati accademici contraffatti — senza neanche varcare i confini nazionali — le autorità hanno deciso di reagire con fermezza.
Sono circa 22.700 i diplomi considerati fraudolenti che verranno cancellati dal registro nazionale. Il ministro dell’Istruzione, Tahir Mamman, ha definito l’intera vicenda come un attacco alla credibilità della nazione e ha denunciato l’esistenza di reti organizzate con complicità sia interne che internazionali. In molti casi, chi possiede questi falsi titoli non ha mai messo piede fuori dalla Nigeria: l’intero processo avviene da remoto, con l’intermediazione di agenti locali e stranieri.
A seguito di questo scandalo, il governo nigeriano ha stilato una lista ristretta di università estere considerate affidabili. Solo poche istituzioni accademiche in Togo e Benin manterranno l’accreditamento per la formazione di studenti nigeriani. Tutti gli altri enti sono ora esclusi e i titoli da loro rilasciati non avranno più alcuna validità ufficiale.
L’azione non si limita all’ambito educativo: Mamman ha richiesto controlli capillari nelle amministrazioni pubbliche e nelle aziende private, al fine di identificare e allontanare eventuali lavoratori assunti grazie a titoli accademici falsificati. L’obiettivo dichiarato è ristabilire fiducia nel merito e spezzare il legame tra corruzione e mobilità sociale.
L’intervento rappresenta un segnale forte contro un sistema sommerso che da anni mina la reputazione della gioventù nigeriana e delle sue istituzioni. La lotta ai diplomi contraffatti si inserisce così in una più ampia battaglia per l’integrità e la riforma del settore educativo.


