Oltre 80 persone sono state rapite nel nord della Nigeria durante una nuova serie di attacchi contro comunità rurali. I sequestri sono avvenuti nel fine settimana del 26 e 27 settembre negli Stati di Niger e Zamfara, due delle aree maggiormente colpite negli ultimi anni dalle attività dei gruppi armati comunemente definiti nel Paese come “banditi”.
Il primo attacco è avvenuto sabato 26 settembre nella comunità rurale di Rimi, nello Stato di Niger. Secondo rapporti di sicurezza citati dall’AFP, una cinquantina di uomini armati a bordo di motociclette ha fatto irruzione nella zona mentre alcuni agricoltori erano impegnati nella raccolta delle arachidi.
🇳🇬 Nigeria | Enlèvements massifs dans le nord du pays
Au moins 87 personnes, dont des dizaines de femmes, ont été enlevées lors de deux attaques survenues ce week-end dans le nord du Nigeria.
🔹 47 agriculteurs ont été enlevés samedi dans l’État du Niger.
🔹 40 femmes ont été… pic.twitter.com/zd0ufAkLTK— Sahel Alerte (@SahelAlerte) September 29, 2026
Diverse decine di persone sono state sequestrate e condotte verso la vicina foresta di Ma’undu. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, la maggior parte degli ostaggi sarebbe costituita da donne.
Un secondo attacco è stato segnalato il giorno successivo nello Stato di Zamfara, dove uomini armati hanno colpito Maigama Maraike e alcuni villaggi circostanti. Anche in questo caso tra le persone rapite figurano donne e bambini.
La portata dell’incursione è stata descritta all’AFP da Adamu Lawwali, un abitante della zona, secondo il quale circa la metà della popolazione di Maigama Maraike sarebbe finita nelle mani dei rapitori. Sempre secondo fonti locali, l’attacco potrebbe essere stato una rappresaglia per l’uccisione di alcuni membri dei gruppi armati da parte di milizie locali.
I sequestri a scopo di riscatto costituiscono da anni uno dei principali problemi di sicurezza della Nigeria settentrionale e nord-occidentale. I gruppi responsabili operano soprattutto nelle campagne e nelle aree forestali, approfittando della difficoltà delle forze di sicurezza nel controllare territori molto vasti e comunità spesso isolate. In alcuni casi sono stati inoltre documentati rapporti e forme di collaborazione tra gruppi criminali e organizzazioni jihadiste, anche se il fenomeno del banditismo mantiene caratteristiche e motivazioni proprie e non può essere ricondotto nel suo complesso all’insurrezione jihadista.
L’economia dei rapimenti ha assunto dimensioni considerevoli. Secondo le stime della società di consulenza SBM Intelligence riportate da RFI, tra luglio 2025 e giugno 2026 sarebbero stati pagati circa 7,78 miliardi di naira, equivalenti a circa 5,1 milioni di euro, per ottenere la liberazione di persone sequestrate.
Nonostante le operazioni condotte dalle autorità nigeriane e alcuni importanti interventi che negli ultimi mesi hanno consentito di liberare centinaia di ostaggi, le nuove incursioni mostrano quanto le comunità rurali del nord continuino a essere esposte. Donne, bambini e persone impegnate nelle attività agricole restano tra i bersagli più vulnerabili di una violenza che, oltre alle vittime dirette, condiziona gli spostamenti, il lavoro nei campi e la vita quotidiana di intere comunità.
Secondo tweet di rilancio: Nel nord della Nigeria il sequestro di persone è diventato anche un’economia criminale. Gli ultimi attacchi negli Stati di Niger e Zamfara riportano al centro la vulnerabilità delle comunità rurali, dove donne e bambini sono tra le principali vittime.


