Nel primo semestre del 2025, almeno 652 bambini sono morti per malnutrizione nello Stato di Katsina, nel nord della Nigeria. Lo ha comunicato Medici Senza Frontiere (MSF), attribuendo direttamente la responsabilità ai tagli dei finanziamenti internazionali, in particolare da parte di Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea. L’organizzazione ha denunciato una drastica riduzione del supporto economico in un’area già fortemente segnata da violenza, insicurezza e povertà sistemica.
Secondo MSF, la situazione è diventata particolarmente allarmante: nei primi sei mesi dell’anno, quasi 70.000 bambini malnutriti sono stati presi in carico nei centri sanitari della ONG, con circa 10.000 ricoveri in condizioni gravi. Il numero di bambini affetti dalla forma più severa di malnutrizione è aumentato del 208% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Alla crisi si sommano malattie prevenibili, come morbillo e malaria, aggravate dalla bassa copertura vaccinale e dalla difficoltà di accesso ai servizi di base. L’insicurezza ha inoltre costretto migliaia di famiglie ad abbandonare le proprie terre e fonti di sostentamento.
Nel frattempo, il Programma Alimentare Mondiale (WFP) ha annunciato che entro la fine di luglio sarà costretto a sospendere gli aiuti alimentari e nutrizionali per 1,3 milioni di persone nel nord-est del paese, a causa dell’esaurimento delle scorte provocato da “gravi carenze di finanziamento”. In particolare, si prevede la chiusura di 150 cliniche nutrizionali nello Stato di Borno, con 300.000 bambini a rischio e oltre 700.000 sfollati privati di ogni sostegno.
Il governo nigeriano ha stanziato 200 miliardi di naira (circa 130 milioni di dollari) per attenuare l’impatto del ritiro dei finanziamenti statunitensi nel settore sanitario. Tuttavia, secondo molti osservatori, questo intervento non potrà compensare l’arretramento globale della solidarietà internazionale verso una delle crisi umanitarie più silenziose e persistenti del continente africano.


