Nel Nord-Est della Nigeria proseguono le operazioni militari contro i gruppi armati attivi nella regione del bacino del lago Ciad. Secondo quanto riferito dall’esercito, le truppe impegnate nell’operazione HADIN KAI hanno intercettato un tentativo di contrabbando transfrontaliero di carburante e arrestato 16 sospetti terroristi nel corso di diverse azioni coordinate.
L’intervento più significativo si è svolto nell’area di Gamboru/Ngala, nello Stato di Borno, lungo il confine con il Cameroon. Qui, i militari del 3° Battaglione Meccanizzato, agendo su informazioni di intelligence, hanno intercettato 19 taniche di gasolio (Automotive Gas Oil) e due carri utilizzati per il trasporto illecito. Alla vista delle truppe, i sospetti si sono dati alla fuga, abbandonando il materiale.
Un secondo intervento ha avuto luogo lungo la strada tra Biu, Buratai e Kamuya, nel sud dello Stato di Borno, dove sono stati fermati 16 individui. Sebbene questi si siano dichiarati membri di forze ibride locali, le perquisizioni hanno portato al ritrovamento di munizioni, caricatori, materiali per la costruzione di ordigni esplosivi improvvisati (IED), equipaggiamento militare e diversi telefoni cellulari. Elementi che, secondo le autorità, rafforzano i sospetti di un loro coinvolgimento in attività insurrezionali.
Le operazioni si inseriscono nel quadro più ampio della campagna militare denominata Operation Desert Sanity V, che mira a colpire le reti logistiche dei gruppi armati e a limitarne la libertà di movimento nelle aree rurali e di confine. Pattugliamenti e missioni di rastrellamento sono attualmente in corso nei settori operativi 3 e 4, considerati strategici per il controllo del territorio.
Sempre nello Stato di Borno, nell’area di Chibok, le truppe hanno inoltre ingaggiato un breve scontro a fuoco con combattenti armati, costringendoli alla ritirata. Nel corso delle operazioni è stata anche recuperata una motocicletta precedentemente sottratta durante un attacco nello Stato vicino di Yobe.
Queste azioni confermano la centralità del controllo delle catene di approvvigionamento – in particolare carburante e materiali bellici – nelle strategie di contrasto ai gruppi armati nella regione. Il traffico di carburante rappresenta infatti una risorsa logistica fondamentale per le attività dei gruppi insurrezionali, sia per la mobilità sia per il sostentamento delle basi operative.


