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Nigeria, rapporti con l’Italia rafforzati con l’ambasciatore Roberto Mengoni

A un anno dalla nomina del diplomatico avviato nuovi progetti di cooperazione, anche grazie al Piano Mattei

A un anno dalla nomina del ambasciatore Roberto Mengoni in Nigeria, l’Italia ha avviato una nuova stagione di relazioni con il paese e con l’intero continente africano. Succeduto a Stefano De Leo, il cui mandato ad Abuja aveva già rafforzato il dialogo bilaterale, Mengpni ha promosso la cultura italiana in una delle realtà più strategici dell’Africa subsahariana.
La diplomazia italiana, anche grazie al Piano Mattei, ha compiuto un salto qualitativo: non solo presenza, ma ascolto; non solo cooperazione, ma co-progettazione.
Nato nelle Marche e laureato in Scienze Politiche all’Università di Firenze, Roberto Mengoni ha intrapreso la carriera diplomatica nel 1997. Ha prestato servizio in città chiave come Seoul, Canberra, Tokyo, New Delhi e Città del Messico, maturando una visione globale e interculturale. Ma è stato il suo mandato come Ambasciatore in Tanzania, dal 2016 al 2021, a segnare una svolta profonda nel suo percorso: lì ha rappresentato l’Italia anche presso la East African Community e le Isole Comore, immergendosi in un contesto regionale complesso, ricco di sfide e di opportunità.
Mengoni non è un diplomatico da salotto. È un uomo che cammina, che osserva, che scrive. Ama viaggiare in bicicletta, leggere paesaggi e volti, annotare impressioni che diventano pensiero. Il suo approccio alla diplomazia è umanista, curioso, rispettoso. La sua biografia personale — che lui stesso racconta con pudore e precisione — rivela una sensibilità rara: quella di chi non cerca di interpretare l’Africa, ma di ascoltarla.

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Il suo “africanismo” non è ideologico, ma operativo. In Tanzania ha promosso progetti di cooperazione che mettono al centro le comunità, ha dialogato con attori locali e regionali con rispetto e attenzione, e ha sempre cercato di valorizzare le voci africane nei processi decisionali. Dopo il mandato in Africa orientale, ha assunto ruoli strategici presso il Ministero degli Affari Esteri, coordinando gli accordi sulla mobilità internazionale e guidando l’Ufficio IV della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo.
La sua nomina ad Abuja è arrivata in un momento cruciale, in cui l’Italia sta cercando nuove forme di dialogo operativo con i Paesi africani, basate su rispetto, reciprocità e visione condivisa. La Nigeria, con la sua forza demografica, il suo dinamismo culturale e il suo peso economico, rappresenta un interlocutore fondamentale per l’Europa.
In questo contesto, si moltiplicano le iniziative che mirano a costruire relazioni più profonde tra formazione e lavoro, tra industria e territorio. Tra queste, anche progetti discreti e artigianali come Passaporto Mattei, promosso da Mater Africa — una delle realtà associative italiane che, senza clamore né miraggio di fondi, tenta di fare qualcosa di buono. L’iniziativa, ancora in fase di dialogo con attori istituzionali nigeriani, si propone di accompagnare giovani selezionati verso percorsi formativi e professionali in Italia, con attenzione alla dignità, alla sicurezza e alla preparazione interculturale.

Nella foto -di copertina l’’ambasciatore Roberto Mengoni, il Ministro degli Esteri nigeriano l’ambasciatrice Bianca Odumegwu‑Ojukwu

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