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Fenomeni sociali e giustizia

Nigeria, sciopero delle infermiere contro salari da fame e precarietà

In Nigeria cresce la protesta delle infermiere pubbliche, schiacciate da stipendi irrisori, contratti instabili e condizioni di lavoro sempre più critiche.

In Nigeria, migliaia di infermiere e ostetriche del settore pubblico sono entrate in sciopero il 31 luglio 2025 per denunciare condizioni di lavoro insostenibili e richiedere un aumento salariale. La protesta, prevista inizialmente per una settimana, potrebbe prolungarsi a tempo indeterminato se il governo non risponderà alle richieste. Le professioniste sanitarie lamentano salari estremamente bassi (tra 100 e 170 euro mensili), assenza di indennità per i turni notturni, contratti temporanei senza tutele e un clima di insicurezza crescente, che le spinge a voler emigrare.

Secondo Agatha Osinachi, segretaria nazionale del sindacato NANNM, la stragrande maggioranza delle infermiere sogna di lasciare il Paese, malgrado le restrizioni imposte per trattenere il personale. A complicare il quadro vi è anche l’enorme numero di infermiere disoccupate (circa 30.000), che chiedono di essere assunte con contratti stabili e adeguati alle loro competenze.

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Il malcontento è alimentato anche dai rischi legati all’insicurezza: il caso emblematico di Alice Loksha, infermiera rapita nel 2018 da un gruppo jihadista affiliato a Boko Haram e liberata solo nel 2024, ha segnato profondamente la categoria. Le lavoratrici in sciopero ribadiscono che migliorare le loro condizioni significa rafforzare l’intero sistema sanitario ed economico del Paese.

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