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Diritti umani

Nigeria, sventato un presunto traffico di cinque bambini diretti in Benin

In Nigeria cinque bambini sono stati sottratti a un presunto tentativo di traffico verso il Benin: la NAPTIP ha bloccato il trasferimento, arrestato un sospetto e riaffidato i minori alle loro famiglie.

Cinque bambini dello Stato di Kebbi, nel nord-ovest della Nigeria, sono tornati alle loro famiglie dopo che la National Agency for the Prohibition of Trafficking in Persons (NAPTIP) ha bloccato un presunto tentativo di trasferirli nella vicina Repubblica del Benin.

L’intervento è avvenuto nello Stato di Edo, dove i minori sono stati intercettati mentre venivano trasportati da un gruppo sospettato di essere coinvolto nel traffico di esseri umani. Secondo quanto riferito dalle autorità, il principale indagato, identificato come il pastore Ayuba, avrebbe sostenuto di avere il consenso dei genitori per accompagnare i bambini all’estero, dove avrebbero potuto ricevere un’istruzione migliore.

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Proprio questa motivazione ha però insospettito gli investigatori. La NAPTIP ha ricordato che la promessa di opportunità educative oltre confine rappresenta una delle strategie più frequentemente utilizzate dalle reti criminali per convincere le famiglie a consegnare i propri figli. In diversi casi documentati, i minori finiscono invece vittime di sfruttamento lavorativo, abusi o vere e proprie forme di schiavitù.

Il comandante della NAPTIP per lo Stato di Kebbi, Misbahu Iya Kaura, ha sottolineato come sia necessario prestare particolare attenzione a chi propone di portare bambini fuori dal Paese con la promessa di un futuro migliore, evidenziando che questi espedienti vengono spesso utilizzati per mascherare attività di tratta.

L’uomo ritenuto a capo del gruppo è stato arrestato e sarà sottoposto a procedimento giudiziario al termine delle indagini.

I cinque bambini sono stati successivamente affidati al governo dello Stato di Kebbi, che ne ha organizzato il ricongiungimento con le rispettive famiglie. Nel corso della cerimonia ufficiale, il vicegovernatore Abubakar Umar Tafidan Kabi, in rappresentanza del governatore Nasir Idris, ha invitato i genitori a verificare con estrema attenzione l’identità e le reali intenzioni di chiunque proponga di accompagnare i figli all’estero per motivi di studio. Ha inoltre ricordato che anche i genitori che collaborino consapevolmente con reti di traffico di esseri umani possono essere perseguiti dalla legge.

Uno dei genitori, Emmanuel Aduba, ha espresso pubblicamente la propria gratitudine nei confronti della NAPTIP e delle autorità statali per aver consentito il ritorno in sicurezza dei bambini.

L’episodio richiama ancora una volta l’attenzione su una delle forme più insidiose della tratta di minori: quella che si presenta non con la violenza immediata, ma attraverso promesse di istruzione, lavoro o migliori prospettive di vita. In contesti segnati da difficoltà economiche e limitato accesso ai servizi educativi, queste offerte possono apparire credibili, rendendo ancora più importante il lavoro di prevenzione, informazione e controllo svolto dalle autorità competenti.

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