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Focus internazionale

Pakistan – India, droni abbattuti e raid: Trump chiede la fine dei combattimenti

Escalation tra India e Pakistan: Trump chiede la fine delle ostilità mentre aumentano i raid, i droni abbattuti e le vittime civili lungo la Linea di Controllo.

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, rispondendo a una domanda oggi alla Casa Bianca, si è offerto di aiutare a porre fine alla peggiore violenza tra India e Pakistan, che sono dotati di armi nucleari.

Donald Trump ha detto: “È terribile”, “Si sono resi pan per focaccia, quindi speriamo che ora possano fermarsi”, ha aggiunto il presidente americano. “Andiamo molto d’accordo con entrambi i paesi, abbiamo buoni rapporti con entrambi, e voglio che la cosa si fermi”, ha detto Trump nello Studio Ovale. Il Presidente ha continuato dicendo “Se posso fare qualcosa per aiutare, sarò lì”.

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Il portavoce dell’esercito pakistano, il tenente generale Ahmad Sharif Chaudhary, nel condividere i dettagli degli attacchi illegali indiani contro il Pakistan, ha detto che sono stati segnalati 24 impatti, con diverse armi, in sei località. Ha affermato che 31 civili pakistani sono stati uccisi e 57 sono rimasti feriti.

D’altra parte, l’esercito pakistano ha risposto rapidamente, abbattendo 5 aerei indiani, distruggendo il quartier generale di una brigata indiana e posti di blocco lungo la Linea di Controllo.
Il Pakistan ha neutralizzato 12 droni indiani inviati in diverse località dalla scorsa notte.

Il portavoce dell’esercito pakistano, il tenente generale Ahmed Sharif Chaudhry, ha dichiarato che l’India la scorsa notte ha compiuto “un altro palese atto di aggressione militare contro il Pakistan inviando droni Herap in diverse località”.

Ha aggiunto che le forze armate pakistane, essendo in uno “stato elevato di allerta e vigilanza”, hanno finora neutralizzato 12 droni Herap in varie località, vicino a Karachi, Rawalpindi e Lahore.

Le Nazioni Unite hanno rinnovato il loro appello alla “massima moderazione” in seguito agli attacchi missilistici indiani su parti del Pakistan e dell’Azad Kashmir.

Rispondendo alle domande durante un briefing presso la sede delle Nazioni Unite a New York, la portavoce dell’ONU Stephanie Tramblay ha ribadito che il mondo non può permettersi uno scontro militare tra i due vicini dell’Asia meridionale.

L’ambasciatore del Pakistan negli Stati Uniti, Rizwan Saeed Sheikh, ha chiesto la risoluzione della disputa del Jammu e Kashmir in conformità con le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Nelle sue interviste con le emittenti televisive americane Fox News, ha sottolineato che la comunità internazionale dovrebbe prestare attenzione alla lunga disputa del Jammu e Kashmir.

L’Ambasciatore ha poi ribadito la posizione del Pakistan, secondo cui si riserva il diritto di rispondere all’aggressione indiana nel momento e nel modo che riterrà opportuno: “Siamo una nazione amante della pace, ma cerchiamo la pace con dignità”.

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Corrispondente speciale da New York – USA

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