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Focus internazionale

Palestina, “L’ultimo giorno di Gaza”

Oggi, 9 maggio 2025, in Italia si sta tenendo una mobilitazione nazionale denominata "L'ultimo giorno di Gaza".

Diverse città italiane ospitano oggi, 9 maggio, manifestazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere la fine delle ostilità e una maggiore attenzione umanitaria per la Striscia di Gaza.
Parallelamente, la situazione a Gaza rimane estremamente critica.
Gaza assediata sta letteralmente morendo di fame.

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Mentre continuano i raid aerei israeliani su diverse aree di Gaza, la città è in agonia.

Le scorte alimentari sono finite, la popolazione è ridotta alla fame dal blocco ininterrotto imposto da Israele ormai da due mesi, che impedisce l’entrata di qualsiasi aiuto umanitario, nonostante le richieste da parte della comunità internazionale.

Non è più una guerra contro Hamas, colpevole senza dubbio. Ormai quella che si presentava come “la democrazia del Medio Oriente ” sta assediando la popolazione civile condannandola a giorni senza pace, senza acqua, senza cibo, senza cure mediche.
La vendetta ha superato la voglia di giustizia, la liberazione degli ostaggi è passata in secondo piano, superata dell’assedio.
I numeri ufficiali forniti dal Ministero della sanità palestinese sono impressionanti. A Gaza sono rimasti uccisi oltre 16.000 bambini, un bambino ogni 40 minuti, 908 avevano meno di un anno, 311 i bambini
sono nati e uccisi subito dopo.
Ma come si fa a dare questi numeri? Sono bambini, non freddi numeri, sono figli, fratelli, studenti, sono il futuro negato a questa città martoriata.

Migliaia sono i minori che stanno soffrendo a causa della grave malnutrizione. Israele continua a impedire che i vaccini antipolio raggiungano i bambini, minacciando di far crollare tutti gli sforzi per combattere la malattia.
Il sistema sanitario di Gaza sta letteralmente collassando a seguito degli attacchi incessanti delle forze israeliane contro ospedali, presidi sanitari e personale medico.
Le malattie continuano a moltiplicarsi anche a causa della mancanza ormai cronica di acqua potabile.
Le scuole sono ridotte a cumuli di macerie, il diritto all’istruzione è stato negato. I ragazzi non possono studiare, non possono giocare, vedono morire i loro amici, le famiglie sono smembrate, alcune decimate.

I traumi da stress, i sonni interrotti dalle bombe hanno portato traumi che saranno difficili da dimenticare.

Gaza bellissima, “città preziosa”, questo il significato del suo nome, è una città di rovine, bombardata notte e giorno, devastata nel profondo del suo tessuto sociale.
Ma è una città fiera, che vuole resistere nonostante tutto.
Gli abitanti non vogliono andare via, come il piano israeliano propone. È la loro terra, è lì che vogliono restare.

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