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Analisi

Papa Leone XIV dopo l’Africa, quale futuro

Cronaca di un viaggio prossimo venturo necessario per de-mercificare il Sacro e restituire la teologia alla Chiesa

Dopo aver accarezzato le ferite dell’Africa e forse aver ascoltato il battito spirituale dell’Europa e dell’Asia, Papa Leone nel prossimo futuro si troverà dinanzi alla sua sfida più impervia e, paradossalmente, più inevitabile: gli Stati Uniti d’America. Non si tratterà di una visita di stato canonica, né di un tour di cortesia tra i palazzi di Washington. L’aria che tira oltreoceano suggerisce qualcosa di molto più profondo: un intervento di “ordine spirituale”. Noi già immaginiamo come questo viaggio possa configurarsi.

Ecco come lo immaginiamo.

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L’America contemporanea sta vivendo un paradosso teologico senza precedenti. La fede, un tempo bussola morale di questa nazione, è stata sequestrata da un “marketing politico” aggressivo che ha trasformato il sacro in un prodotto da banco. Bibbie prodotte in Cina a 2 dollari e vendute autografate a 59,99 US$, “Uffici della Fede” alla Casa Bianca che fungono da agenzie di PR, e una narrazione che fonde il destino della nazione con una benedizione divina ad personam. Leone non potrà più tacere, sebbene parlando con l’altezza del “magistero Petrino”: il suo viaggio sarà l’atto finale di una trilogia globale volta a riportare Dio laddove di Dio si parla in continuazione, anche troppo e a sproposito, ma Dio, quello vero, non c’è più perché il mercato lo ha sfrattato e nessuno se n’è accorto.

Il Risveglio dei Profeti di Casa

Per “mettere a posto le cose” la strategia di Leone non dovrà passare attraverso encicliche alla vaticana, ma attraverso il recupero della linfa vitale del pensiero statunitense più autentico. Il Papa americano non potrà non rifarsi, come scudi e spade di luce, ai grandi pensatori del Trascendalismo e dell’Umanesimo del New England.

Il primo nome sulla lista di Leone potrebbe essere quello del Reverendo William Ellery Channing con il suo insegnamento di Likeness to God (la somiglianza con Dio). In un’epoca di “teologia da bar”, Leone recupererà questo concetto tutto statunitense, che lui, essendo americano non avrà difficoltà a ricordare e fare suo. Channing spiegava che il divino si fa umano attraverso la giustizia e la rettitudine morale; un insegnamento che demolisce l’idea di una divinità “esterna” che benedice il potere fine a se stesso. Se l’anima ha una parentela diretta con Dio, potrà suggerire Leone, ridurla a target commerciale o a mero bacino elettorale è il più alto degli atti sacrileghi.

Accanto a Channing, Leone potrebbe evocare il filosofo Ralph Waldo Emerson. Il suo richiamo alla Self-Reliance (fiducia in sé stessi) potrebbe servire al Papa per esortare i cittadini di questo grande paese a liberarsi dalla dipendenza dai “leader-brand“. La rivelazione non è un “kit preconfezionato” o del merchandising smerciato durante un comizio del capo, ma un’esperienza presente e individuale che non accetta etichette commerciali.

E ancora, il silenzio di Henry David Thoreau a Walden Pond potrà essere contrapposto allo sfarzo martellante dei telepredicatori. Leone potrà far uso della semplicità di Thoreau per dimostrare che il divino abita nel limite e nella custodia del creato, non nell’accumulo frenetico celebrato dalla “Teologia della Prosperità”. Infine, ricordando la scrittrice e filosofa Margaret Fuller, il Papa potrà abbattere le barriere dell’ecumenismo dell’odio, proponendo una sacralità universale che libera l’anima dai recinti del genere, della razza e del diverso eretti dal nuovo nazionalismo.

La Risposta alla Spada (il Dilemma del Dio che Benedice gli Armati)

In un ipotetico viaggio come questo, uno dei momenti più tesi potrebbe rivelarsi il confronto sulla dottrina della pace. Leone è stato duramente contestato per aver affermato che “Dio non benedice i portatori di spade”. La destra religiosa ha ribattuto con sfrontatezza inusitata: “gli USA non furono forse benedetti da Dio quando attaccarono la Germania nazista?”.

La risposta di Leone, preparata con la precisione del magistero e la pacatezza del pastore, tuttavia sono sicuro che sarebbe radicale: il papa potrebbe distinguere nettamente tra il “sacrificio umano” necessario per fermare un male assoluto e la “pretesa di una licenza divina permanente” per il dominio bellico.

“Dio benedice la pace che scaturisce dal sacrificio, non la lama che lo compie”, potrebbe affermare Leone. Egli denuncerebbe l’uso strumentale della vittoria contro il nazismo come un’idolatria della vittoria stessa. Usare il sangue dei caduti per giustificare l’eccezionalismo bellico di oggi non è onorare la storia, ma mercificare la morte dei giusti per alimentare il nazionalismo del presente.

Teologia vs Politica (L’ordine delle Competenze)

Ma il punto di rottura più netto potrebbe riguardare la natura stessa del potere. Leone vorrà ristabilire una gerarchia di competenze che “l’ecumenismo dell’odio” oggi imperante negli Stati Uniti ha deliberatamente confuso. Il Papa sarà fermo nell’affermare che parlare di teologia è il compito del Successore di Pietro e dei pastori, mentre il compito dei politici è governare secondo giustizia e laicità: le due cose non sono compatibili senza scivolare nella teocrazia.

Con una sottile ma tagliente ironia, Leone potrebbe osservare tra le righe la proliferazione di “esperti di Dio” tra i corridoi del potere, spesso personaggi approdati al cattolicesimo in tempi recentissimi. “La teologia non è un’opinione da bar, né un accessorio elettorale per convertiti dell’ultima ora”, potrebbe ricordare Leone in incontri non ufficiali con la stampa. La fede richiede una vita di grazia e di studio, non un cambiamento di facciata utile a compattare una base conservatrice. Un politico che si improvvisa teologo per vendere Bibbie, raccogliere applausi a comando in un talk show, o giustificare politiche escludenti non sta servendo Dio, sta servendo il proprio ego.

Le Sette Piaghe della Chiesa Mercificata

L’analisi del mandato di Leone negli Stati Uniti si potrebbe snodare attraverso sette punti dolenti, sette “interventi di chirurgia spirituale” necessari per guarire il panorama religioso:

La De-consacrazione del Merchandising: Leone potrebbe ristabilire la gratuità assoluta della Grazia: mettere a nudo la blasfemia di vendere la Parola di Dio con un “sovrapprezzo politico”, ricordando che il Vangelo non ha codici a barre.

Il Ribaltamento della Prosperità: Contro l’idolo del successo economico, Leone potrà portare la testimonianza dei poveri incontrati nei suoi viaggi del terzo e quarto mondo. La benedizione divina non si misura col PIL, ma con la disponibilità a lavare i piedi anche degli ultimi.

L’Universalità contro il Nazionalismo: Leone potrebbe spiegare che la Chiesa è veramente Chiesa se è universale (nel vero senso del termine Katolikos): “l’Umanità è una sola e batte con un unico cuore” scriveva Margaret Fuller. Ogni muro eretto nel nome di Dio è un insulto alla Croce: il migrante non è un rifiuto di cui sbarazzarsi o un costo sociale, ma il volto di Cristo che aiuta e chiede aiuto interrogando l’opulenza.

La Libertà dalla “Task Force” della Fede: Il Papa potrebbe chiedere la chiusura simbolica di ogni commistione tra trono e altare. La religione deve essere libera dal potere, perfino per poterlo criticare. Un ufficio religioso alla Casa Bianca, come si è visto, non eleva la fede, la addomestica.

L’Ecologia Integrale come Rito: portando il grido della terra, Leone potrebbe ricordare che onorare il Creatore significa proteggere il Creato. Potrebbe indicare che il negazionismo climatico in nome del profitto è una forma di peccato strutturale.

L’Alleanza delle Coscienze: Leone non si isolerebbe ma cercherebbe il braccio di altre fedi con cui esercitare nella pratica un vero ecumenismo, fedi con cui c’è assonanza spirituale e valoriale: unitariani, universalisti, ebrei sociali e riformati, e altre minoranze religiose per creare un fronte comune che isoli l’odio. La fede deve tornare a essere ciò che unisce l’umano, non ciò che arma le fazioni.

Il rifiuto della Giustificazione della Guerra Preventiva: Il detto latino: si vis pax para bellum (se vuoi la pace prepara la guerra) non fa altro che incentivare l’escalation degli armamenti che creano le basi per il prossimo conflitto. Il papa potrebbe spiegare che invece, se si vuole la pace, si devono preparare azioni, modi di fare, culture di pace che costruiscano una mentalità volta alla soluzione pacifica delle controversie internazionali.

Il Discorso di Walden Pond

Il viaggio di Leone non si dovrebbe concludere nei salotti di New York, ma simbolicamente a Walden Pond, il luogo dove Thoreau cercò l’essenziale. Lì, lontano dalle telecamere del “marketing metafisico”, il Papa potrebbe riunire i giovani per lanciare il suo ultimo appello all’America.

Potrebbe esortare le nuove generazioni a scegliere tra il “Dio del Mercato”, che promette potenza in cambio di sottomissione, e il “Dio della Coscienza”, che chiede libertà in cambio di responsabilità. Restituendo la teologia alla Chiesa e la politica alla polis, Leone potrebbe tentare di salvare la dignità di entrambe. Non ci sarebbe una sfida, ma in un certo modo essa nei fatti sarebbe lanciata: gli Stati Uniti saprebbero abbandonare la religione-show in cui oggi sono immersi per ritrovare la parentela divina insegnata dal reverendo Channing? L’obiettivo di Leone sarebbe chiaro: rimettere a posto le cose, partendo dal cuore dell’uomo.

Il Vangelo delle Mani Callose

Leone potrebbe non fermarsi ai pulpiti delle cattedrali. Il suo viaggio dovrebbe prevedere una tappa nelle “Rust Belt“, le zone industriali dove le classi lavoratrici sono state sedotte da una retorica che usa Dio per indorare la pillola dello sfruttamento cui sono sottoposte.

Il messaggio di Leone dovrebbe essere un richiamo alla Dignità del Lavoro contro l’Idolatria del Capitale: “Non lasciate – potrebbe dire – che vi vendano una religione che vi promette il paradiso domani per farvi accettare oggi l’inferno in fabbrica”. Leone potrebbe ricordare agli operai che il Dio dei cristiani è un carpentiere o un operaio come loro. Potrebbe denunciare come la “teologia da salotto” di certi improvvisati teologi cerchi di distrarre i lavoratori dai loro diritti fondamentali — salario giusto, sicurezza, riposo — agitando lo spauracchio di immigrazioni e guerre, siano esse guerre vere o dispute culturali o religiose. “La vostra fede – potrebbe dire – non è un anestetico per sopportare l’ingiustizia”, ma il motore per esigere la dignità che i vostri grandi pensatori come Channing definivano “intrinseca in ogni essere umano”.

La Terra non è un Campo di Battaglia

L’incontro più difficile potrebbe essere quello con i farmers, gli agricoltori del Midwest, uomini e donne di terra e di fede incrollabile, ma spesso prigionieri di un’estetica bellicista che vede nel porto d’armi un sacramento patriottico.

Qui Leone potrebbe usare la lingua della terra, richiamando Thoreau: “Voi che lavorate il suolo sapete che la vita nasce dalla cura, non dalla distruzione”. Il Papa dovrebbe sfidare apertamente la cultura delle armi: “Portare un’arma in pubblico non vi rende più protetti, – potrebbe dire – vi rende solo più lontani dal comando di Cristo di riporre la spada”. Leone dovrebbe tentare di scardinare il legame tra “Dio, Patria e Fucile”, spiegando che la vera forza (e responsabilità) di un agricoltore cristiano risiede nella sua capacità di nutrire il mondo, non nella sua abilità di armarsi contro il prossimo. “Dio benedice i vostri raccolti, non le vostre munizioni, – potrebbe dire – non lasciate che chi non ha mai toccato una zolla di terra vi convinca che per essere buoni cristiani dovete essere pronti a uccidere”. Diffondendo questo nuovo credo dell’uomo disarmato e disarmante, forse potrebbero essere nel tempo diminuite anche le stragi che quasi settimanalmente apprendiamo si verificano nelle scuole degli Stati Uniti, unico paese al mondo dove questo fenomeno è tanto evidente e preoccupante.

Conclusione: Il Ritorno all’Essenziale

Il viaggio di Leone sarebbe un’operazione di verità capace di toccare ogni strato sociale. Dalla critica alla “facile teologia” al richiamo alla pace per i farmers, fino alla difesa degli operai sfruttati. L’America non ha bisogno di esser fatta nuovamente grande, perché già lo è quando segue l’insegnamento valoriale e religioso dei propri padri fondatori e come tale è riconosciuta e rispettata nel mondo. Leone non andrebbe negli Stati Uniti per confermare le certezze di nessun politico, ma per ricordare a tutti che il divino si manifesta nella giustizia umana e nella mitezza, non nel potere o nel piombo.

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