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Diritti umani

Proteste in Mozambico, Amnesty conferma: «Quattrocento morti»

Anche l’ong mozambicana “Plataforma decide” ha calcolato almeno 388 manifestanti uccisi.

In un rapporto pubblicato il 16 aprile, frutto di una lunga ricerca, Amnesty International è arrivata alla conclusione che, durante le proteste largamente pacifiche iniziate lo scorso ottobre a seguito del contestato esito delle elezioni presidenziali, la polizia del Mozambico ha sparato direttamente sulla folla uccidendo circa 400 persone.
Il dato coincide con quello dell’Ong mozambicana Plataforma decide, che ha calcolato almeno 388 manifestanti uccisi.
Le immagini validate da Amnesty International, ricevute dall’organizzazione o reperite sulle piattaforme social, mostrano che in diverse occasioni la polizia ha sparato direttamente sulla folla con armi letali, come pistole e fucili AK.
Alla fine di marzo il presidente Daniel Chapo e il suo oppositore, Venancio Mondlane, si sono stretti la mano ponendo fine, almeno si spera, al periodo più drammatico e sanguinoso della recente storia mozambicana.
Ma ora occorre fare luce sul comportamento della polizia durante le proteste e assicurare giustizia ai familiari delle vittime e alle persone rimaste ferite: per questo Amnesty International ha chiesto al procuratore generale del Mozambico di assicurare che tutte le accuse di omicidio, lesioni e detenzioni arbitrarie siano soggette a indagini imparziali e approfondite e che i responsabili siano chiamati a rispondere davanti alla giustizia.
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