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Focus internazionale

Qualcuno volò sul nido del cuculo?

Politologi ed esperti politici di tutto il mondo hanno cercato di capire il significato nella strategia della nuova amministrazione statunitense, forse troppo elaborata e abile perché noi la possiamo comprendere?

I criminali che hanno assaltato Capitol Hill? “Dei patrioti!”. Le mura vaticane di Michelangelo, descritte e ammirate dai viaggiatori del Grand Tour? “Pure il Papa ha un muro!”. Il Canale di Panama e la Groenlandia? “Mi prendo i miei giocattoli!”. Il Golfo del Messico? “Posso rinominarlo come se fosse un account dei social media!”. Il Canada con tutta quella terra e l’assistenza sanitaria gratuita? “Perché non è il nostro cinquantunesimo stato?”. Gaza bombardata e rasa al suolo? “La trasformerò in un resort!”. L’Ucraina pugnalata alla schiena? “Che firmi l’accordo sulle terre rare e taccia, lei che ha scatenato la guerra!”. Le alleanze possono essere rovesciate, come quando si gioca ai soldatini o al Risico, detto fatto!

Finora politologi ed esperti politici di tutto il mondo hanno cercato di capire il significato nella strategia della nuova amministrazione statunitense, forse troppo elaborata e abile perché noi la possiamo capire, che persino l’analista geopolitico più esperto non è riuscito a individuare il risultato finale o i vantaggi attesi, se mai ce ne fossero. Ora l’unica cosa che possiamo capire è che il puzzle è un puzzle e non ha soluzione.

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Siamo sicuri che qualcuno non stia volando sul nido del cuculo? Tanto per parafrasare il titolo di un celebre film, con Jack Nicholson, ambientato in un manicomio. Questo è quello che ci stiamo chiedendo. Perché se un cuculo è quello che sta volando dalle parti della Casa Bianca non serve a niente cercare spiegazioni o analogie nel passato, e importunare testimoni oculari di tante guerre della storia, o ricordare alle nostre menti smemorate cosa accadde nel nostro passato più recente, con altri regimi totalitari, certamente guidati da dittatori, che davvero commisero genocidi ancora più spaventosi e sanguinosi, che sì conquistarono altri territori confinanti, che sicuramente teorizzarono soluzioni finali per popoli di religione diversa (erroneamente presi come razze), che davvero cambiarono improvvisamente alleanze, ma per quanto ne sappiamo non erano pazzi.

Se così fosse, non avremmo bisogno dell’intervento dei politologi, ma degli psichiatri. Una via d’uscita ci sarebbe. Invece, per quanto riguarda la nuova amministrazione, eletta dalla maggioranza dei cittadini votanti, dobbiamo sopportare le sfortune del destino cinico e baro e limitarci ad analizzare i fatti. Se gli USA, che per gli europei erano il faro della libertà, della democrazia e del sistema di diritto internazionale, ora si sono trasformati nel loro contrario, nella brutta copia di un regime totalitario come Russia, Cina e Corea del Nord, beh perché gli europei dovrebbero continuare a scegliere una copia e non l’originale? Perché gli europei e gli ucraini si dovrebbero fidare degli Stati Uniti di Trump come mediatore per una negoziazione riguardanti i confini tra Ucraina e Russia quando Trump stesso non vuole rispettare i confini di Canada, Messico, Panama e Groenlandia? Come dice un vecchio proverbio i cani tra loro non si mordono. Meglio non fidarsi. Perché i governi, i consumatori e le aziende europee dovrebbero continuare ad acquistare gas naturale, petrolio, armi, materie prime e tecnologie dagli USA e non aumentare la propria produzione interna, o al massimo acquistare da altri, ad esempio dalla Cina, che per giunta vende a prezzi più bassi? C’è una serie di mosse e contromosse contraddittorie in ciò che sta avvenendo dalle parti di Pennsylvania Avenue, che ci lasciano con più domande che risposte.

Tuttavia, nel tentativo di trovare una logica, certo difficile da rintracciare, in ciò che sta facendo la nuova amministrazione statunitense, si dovrebbe mettere da parte la saggezza e scandagliare anche l’ipotesi più strana: quando si vedono gli USA agire contro i loro ex alleati come Canada ed Europa, con cui gli USA condividono fin dalla nascita storia, cultura, valori e credenze comuni, lo stanno facendo per liberare la Russia dall’abbraccio mortale della Cina? Se così fosse, nessuno sa la risposta, ma è abbastanza certo che alla fine del processo gli USA si ritroveranno mortalmente abbracciati alla Russia! Senza però avere Europa e Canada al loro fianco! Europa e Canada, ora sempre più spinti ad abbandonare l’Alleanza Atlantica, sono sempre più inclini a sostituire domani quel trattato con un’Alleanza Europea (o dopodomani con un’Alleanza della Via della Seta? Non è impossibile, in passato con i Cinque Stelle al governo un tentativo c’è stato). Anche un bambino lo capirebbe.

Questo è il tipo di risultato quando persone prive della necessaria esperienza internazionale di base affrontano questioni difficili in campo geopolitico. Ci ricordano gli scritti della giornalista statunitense Margaret Fuller che più di centocinquanta anni fa scriveva dall’Italia al suo giornale circa i politici che criticavano gli artisti del suo paese venuti a studiare all’estero “molti si lamentano – scriveva – perché i nostri paesaggisti dovrebbero venire in Italia a studiare”. O anche: “Agli artisti viene detto ‘Farebbero meglio a tornare a studiare a casa’” perché c’erano sufficienti paesaggi da dipingere in patria ed era inutile spendere soldi per frequentare le scuole di belle arti in Europa. Commenti che si poteva tollerare di ascoltare in un bar di periferia, non alla Casa Bianca! Vale la pena leggere quegli articoli della Fuller e “mutatis mutandis” usarli per descrivere l’attuale grado di superficialità di questa amministrazione.

Ma lo sapete, Trump è Trump. Affronta le questioni complesse con la logica del commerciante di automobili (con il dovuto rispetto per tutti i commercianti). O peggio, con la logica del neofita, come abbiamo visto in Italia con i politici del Movimento Cinque Stelle del “vaffaday”, il loro slogan contro la politica dei politicanti di professione, salvo poi diventare politicanti anche loro, come ad esempio Luigi Di Maio, assurto al rango di vice primo ministro e ministro degli esteri senza possedere nessuna istruzione ed esperienza adeguata, eletto a rappresentare tali cariche da un elettorato altrettanto superficiale, tanto incapace di prendere in esame un curriculum-vitae per selezionare un candidato adatto a reggere le sorti di un paese occidentale appartenente ai G7 come l’Italia.  L’elezione di Trump è figlia della stessa superficialità e incapacità di delegare la rappresentanza, con l’aggravante che non si trattava di mettere un Di Maio, fortunatamente sano di mente per quel che ne sappiamo, sugli scranni più alti del governo di uno stato importante in Europa, ma marginale nel mondo. Con Trump, al contrario si trattava di metterlo a capo della potenza più potente del mondo, gli Stati Uniti, dove il presidente è il capo supremo dotato di poteri praticamente illimitati se comparati con quelli italiani, e Trump purtroppo, lo vediamo dai suoi comportamenti, non gode neppure lontanamente della salute mentale di un Di Maio. Tuttavia, lo sappiamo, le elezioni sono sacre in una democrazia e si rispettano, così come le sentenze giudiziarie. Si può reagire criticandole, ma le si devono rispettare.

Ma dov’era la reazione critica del Partito Democratico quando Trump rilasciava la sorprendente dichiarazione, secondo cui “Zelensky è un dittatore non eletto dal suo popolo?” Secondo cui il presidente ucraino sia un comico mediocre, secondo cui abbia convinto il [povero] precedente governo americano, (inclusi tutti i suoi esperti militari usciti quanto meno da West Point), a dare all’Ucraina 350 miliardi di dollari come fossero caramelle  per combattere una guerra che non poteva essere vinta?” Notizia falsa, la cifra giusta è un terzo di quella. Dov’era la forte reazione dei Democratici alla decisione del team di Trump di bloccare la dichiarazione del G7 secondo cui la Russia sarebbe l'”aggressore” dell’Ucraina, mentre a febbraio si avvicinava l’anniversario della sua invasione? Dov’era la reazione dei Democratici alla proposta fatta a Zelensky da Trump, loro presidente, rappresentante dell’intera nazione e quindi anche dei Democratici, “un’offerta che non poteva rifiutare,” riguardante il risarcimento degli aiuti generosamente offerti da Biden per resistere all’invasione Russa? Vi sembra nobile chiedere la restituzione delle offerte di carità, oltretutto con la minaccia di ritorsioni? O si tratta di uno stile mafioso? A mia memoria, è il primo caso, non solo per gli Stati Uniti, il primo al mondo! Lo stile Donor Trump. E dov’era la reazione indignata dei Democratici all’imboscata vergognosa fatta a un ospite, invitato dal loro Presidente presso la sua residenza istituzionale; un invitato che ogni testo laico o religioso fin dall’antichità garantiva fosse protetto dalle più sacre regole poste a salvaguardia degli ospiti. Regole che Trump, il quale si professa così osservante e pio da non perdere mai l’occasione di pregare o citare la Bibbia a proposito e sproposito, non poteva né doveva ignorare e fare ignorare dal suo codazzo di yes-men. Perché i Democratici nel loro insieme sono rimasti così silenziosi, rendendosi quindi corresponsabili di questa ignominia? Dov’è la reazione dei Democratici a una trattativa basata su un “accordo territoriale” quando sappiamo che molti degli abitanti di quelle terre sotto occupazione russa, molti ma non tutti di lingua russa, come lo stesso Zelensky, ma di convinta nazionalità ucraina, sono stati uccisi, torturati o catturati e chi sa dove si trovano e in quali condizioni? Dov’è la reazione dei Democratici alle parole delle mosche cocchiere del carro di Trump, Elon Musk, Marco Rubio e Vance, che a giorni alterni lanciano e ritirano minacce a un’Ucraina stremata dalla resistenza contro l’esercito di Putin, oggi avvantaggiato dallo stop alla fornitura di armi, al sostegno diplomatico e d’intelligence? E infine, dov’è la reazione di quella parte esistente e sana di Repubblicani che non è ipnotizzata dal governo di un solo uomo, dal comportamento in stile mafioso di Trump verso le nazioni meno potenti, che è affezionata alla verità e al trionfo del sistema di diritto internazionale e non può sopportare di vedere gli Stati Uniti gettati così in basso?

Dove sono i pesi e gli equilibri per costringere l’eternamente biondo magnate a smettere di volare così come un cuculo sopra le nostre teste? Lui che sta facendo del suo peggio per far sì che gli Stati Uniti tornino a essere disprezzati come ai tempi del “Yankee-Go-Home”. Con grande successo, finora, almeno presso l’opinione pubblica europea. Infatti, secondo un sondaggio d’opinione pubblicato oggi dai quotidiani Ouest France, Die Welt(Germania), Sunday Times(Regno Unito) e Rzeczpospolita(Polonia), condotto dal think tank Destin Commun e riportato dal blog online Analisidifesa.it, la maggioranza dei cittadini di diversi Paesi europei considera il presidente Donald Trump un “dittatore”. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il 57% dei francesi sembra frastornato dal ribaltamento di alleanza e solo il 25% continua a considerarli un alleato. Un ottimo lavoro davvero, ottenuto da Trump con i suoi ordini esecutivi firmati in diretta televisiva con la sua firma encefalogrammatica, e i suoi annunci schizofrenici, in solo così pochi giorni! Il tutto alla presenza dei suoi cheer-leaders saltanti e ridenti nel suo studio ovoidale divenuto la piccola succursale di un Circo Barnum. Purtroppo non c’è da sorridere, perché non si tratta di una farsa, ma di una tragedia che si sta avverando davvero, mentre i veri Stati Uniti sono del tutto impotenti. O quasi.

Fortunatamente le ultime notizie dai sondaggi di popolarità in picchiata, dalle perdite rovinose di Wall Street, dai preoccupati allarmi degli industriali statunitensi, dal risveglio politico e militare europeo, dalle orgogliose dichiarazioni del nuovo premier canadese che “il Canada non farà mai e poi mai parte degli Stati Uniti” sono un primo segnale di reazione. Ma dov’è la reazione del Partito Democratico?

Credits photo WHYY

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Someone flew over the cuckoo’s nest?

Political scientists and policy experts from around the world have tried to understand the meaning of the strategy of the new US administration, perhaps too elaborate and clever for us to understand?

The criminals who assaulted Capitol hill? “Patriots!” The Vatican Ramparts of Michael Angel that traveler of the Grand Tour visited and admired? “Even the Pope has a wall!” Panama channel and Greenland? “Give me back my toys!” The Mexican Gulf? “I can rename it as it were a social media account!” Canada with all that land and free health care? “Why it is not our 51st state?” Gaza bombarded and flattened? “I’ll transform it in a resort!” Ukraine stabbed in its back? “Sign that agreement about rare-earth elements and shut-up, you who waged a war!” Alliances can be overthrown, like playing with toy soldiers or Risk game, said and done!

Up to now political analysts and experts worldwide were trying to figure out a meaning in the strategy of the new US administration, perhaps too elaborated and skillful for us to understand, that even the most experienced geopolitical scientist could not figure out the final outcome or the expected advantages, if any. Now the only thing we can understand is that the puzzle is a puzzle and has no solution. 

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Aren’t we sure one isn’t flying over the cuckoo’s nest? To paraphrase the title of a famous film, starring Jack Nicholson, set in an asylum. That’s what we are asking ourselves. Because if a cuckoo is what is flying around the White House, it is useless to look for explanations or analogies in the past, and to bother eyewitnesses of many wars in history, or recalling to our forgetful minds what happened in our more recent past with other totalitarian regimes, led yes by dictators, who yes committed even more frightful and bloody genocides, who yes seized other neighboring territories, who yes theorized final solutions for peoples of different religion (wrongly taken as races,) who yes changed suddenly alliances, but as far as we know they were not insane. Were this the case, we wouldn’t need the intervention of political analysts, but of psychiatrists. We had a way out.

Instead, as far as the new U.S. administration, elected by the majority of the voting citizens is in office, we must endure the misfortunes a cynical and unfair destiny sent to us and restrict ourselves to analyzing the facts. If the US, who for the Europeans was the light tower of freedom, of democracy, and of the International Law System, have now transformed in their contrary, in the bad copy of a totalitarian regimen like Russia, China and North Korea, well why should Europeans continue to choose a copy and not the original? Why should Europeans and Ukrainians trust Mr. Trump’s United States as a mediator for a border negotiation between Ukraine and Russia when Mr. Trump himself does not want to respect the borders of Canada, Mexico, Panama and Greenland? As the old saying goes, dogs don’t bite each other. Better not to trust. Why should European governments, consumers and companies continue to buy natural gas, oil, weapons, raw materials and technology from the US and not increase their own domestic production, or at least buy from others, for instance from China, which also sells at lower prices? There are a series of contradictory moves and countermoves in what is happening around Pennsylvania Avenue that leave us with more questions than answers.

But, in an effort to find a hard to trace logic in what the US new administration is doing, one should struggle against wisdom and figure out even the most odd hypothesis: when one sees the U.S. acting against their former allied as Canada and Europe, with which the US share since their birth common history, culture, value and beliefs, are they doing so in order to unleash Russia from China’s mortal hugging? Were it so, nobody knows the answer, but it is pretty sure that at the end of the process the US will result themselves mortally hugged to Russia! Without having Europe and Canada at their side, though!

Europe and Canada, now more and more forced to abandon the Atlantic Alliance, are more and more up for to substitute, tomorrow, that treaty with an European Alliance, (or the day after tomorrow a Road of Silk Alliance? It is not impossible, in the past an attempt was carried on with the Cinque Stelle party in the Italian government coalition). Even a baby would understand it.

That is the kind of outcome when folks lacking required basic international experience deal with difficult issues in the geopolitical field. They remind us of the writings of the U.S. journalist Margaret Fuller who more than one hundred and fifty years ago wrote from Italy to her newspaper about those who criticized artists who studied abroad: “why should our landscape painters – she wrote – come to Italy? Cry many.” Or even: “Artists are told ‘They would do better to come home and study‘” because there were enough landscapes to paint at home and it was useless to spend money to attend fine arts institutes in Europe. Comments that one could tolerate hearing in a suburban bar, not then on a newspaper and now at the White House! It is worth reading those passages of Fuller, and “mutatis mutandis” to use them to describe the present degree of superficiality of this administration.

But you know, Mr. Trump is Mr. Trump. He deals hard questions with the logic of the car dealer merchant (with all due respect for all the merchants). Or worse, with the logic of the newbie, as we have seen in Italy with the politicians of the Cinque Stelle party’s “vaffaday” (literally fuck-off-day), their slogan against the politics of professional politicians, and then becoming politicians themselves too, like for example, representative Mr. Luigi Di Maio, who rose to the rank of deputy prime minister and foreign minister without possessing any adequate education and experience, elected to represent such positions by an equally superficial electorate, likewise incapable of examining a curriculum-vitae to select a candidate qualified to govern the fate of a Western country member of the G7s like Italy.

Mr. Trump’s election is the result of the same superficiality and inability to delegate representation, with the aggravating circumstance that it was not a question of putting a Mr. Di Maio, fortunately sane, in the highest seats of the government of an important European nation, but peripheral in the world. With Mr. Trump, on the contrary, it was about putting him in charge of the most powerful power in the world, the United States, where the president is the supreme leader, provided with practically unlimited powers compared to the Italian one, and Mr. Trump unfortunately, as we can see from his behavior, does not enjoy the sanity of a Mr. Di Maio.

Nevertheless, we know that elections are sacred in a democracy and must be respected, as well as judicial decisions. You can react by criticizing them, but they must be respected.

But where was the critical reaction of the U.S. Democrat Party at the astonishing declaration Mr. Trump released, that “Mr. Zelensky is a dictator unelected by his people?” That Mr. Zelensky, is a mediocre comic, that he convinced [poor] previous American government, [including all it’s military experts,] to give Ukraine 350 billion dollars as if they were candies to fight a war that could not been won?” By the way, itìs fake news, the right figure is one third of that. Where was the Democrats’ loud reaction to the decision of Mr. Trump’s team to block the last G7 statement that Russia were the “aggressor” of Ukraine, while in February the anniversary of its invasion was looming? Where was the Democrats’ reaction to the proposal made to Mr. Zelensky by Mr. Trump, their president, representing the entire nation and therefore also the Democrats, “an offer he could not refuse,” regarding the reimbursement of the aid generously offered by Biden to resist the Russian invasion? Do you consider noble from the donor side to ask for the reimbursement of donations or charity offerings, besides by threatening the donee a retaliation to have them back? Or is it a mafia-like style behavior? To my memory, it is the first case, not only for the United States, the first in the world! That is Mr. Donor Trump’s style! And where was the Democrats’ indignant reaction to the shameful ambush of a guest, invited by their President at his institutional residence; a visitor that every secular or religious text since antiquity guaranteed he was protected by the most sacred rules placed to the safeguard of guests. Rules that Mr. Trump, who professes to be so observant and pious, that he never misses an opportunity to pray or quote the Bible rightly and wrongly, could not ignore, nor have his mob of yes-men ignore them. Why have the Democrats as a whole remained so silent, thus making themselves jointly-liables of such a disgrace? Where is the Democrats’ reaction at a negotiation based on a “land deal” when we know that many of the inhabitants of those lands under Russian occupation, many but not all Russian speakers – like Mr. Zelensky – nevertheless of staunch Ukrainian nationality, have been killed, tortured or captured? Where is the Democrats’ reaction to the words of Mr. Trump’s backseat drivers, Mr. Elon Musk, Mr. Marco Rubio and Mr. James Vance, who every other day threaten and withdraw their threats to Ukraine, exhausted by the resistance against Mr. Putin’s army, now advantaged by the halt to the supply of weapons, diplomat support and intelligence? And finally, where is the reaction on that existing part of the Republicans who are not hypnotized by the one-man-rule, by the mafia style behavior towards less powerful nations, who are devoted to truth and the triumph of the international Law System and cannot bear to see the United States go off such a deep end?

Where are the weights and balances to force the great cuckoo-like tycoon to stop flying the present way over our heads? He who is doing his worst to Make the American (States) Despised Again as it was at the “Yankee-Go-Home” times. With great success, so far, at last among European public opinion. In fact, according to an opinion poll published today by the newspapers Ouest France, Die Welt (Germany), Sunday Times(UK) and Rzeczpospolita (Poland), conducted by the think tank Destin Commun, and reported by the Italian online blog Analisidifesa.it a majority of citizens in several European countries consider President Donald Trump to be a “dictator.” 

As for the United States, 57% of French people seem shocked by the alliance reversal and only 25% continue to consider it an ally. A great job indeed, achieved by Mr. Trump with his executive orders signed live with his encephalogrammatic signature, and his schizophrenic announcements in just so few days’ office! All this in the presence of his jumping and laughing cheerleaders in his ovoid studio, become a small branch of a Barnum circus. Unfortunately, there is no reason to smile, because this is not a farce, but a tragedy that is really coming true in front of us day by day, while the real United States is completely helpless and groggy.

Fortunately, the latest news from plummeting popularity polls, from Wall Street’s ruinous losses, from the worrying alarms of US entrepreneurs, from the European political and military awakening, from the proud declarations of the new Canadian Prime Minister that “Canada will never, ever be part of the United States” are a first sign of reaction. But where is the reaction of the Democratic Party?

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Vol au-dessus d’un nid de coucou?

Des politologues et des experts politiques du monde entier ont tenté de comprendre le sens de la stratégie de la nouvelle administration américaine, peut-être trop élaborée et intelligente pour que nous puissions la comprendre?

Les criminels qui ont attaqué le Capitole ? « Patriotes ! » Les remparts du Vatican de Michel-Ange que le voyageur du Grand Tour a visités et admirés ? « Même le pape a un mur ! » Le canal de Panama et le Groenland ? « Rendez-moi mes jouets ! » Le golfe du Mexique ? « Je peux le renommer comme si c’était un compte de réseau social ! » Le Canada avec tout ce territoire et les soins de santé gratuits ? « Pourquoi ce n’est pas notre 51e État ? » Gaza bombardée et rasée ? « Je vais la transformer en station balnéaire ! » L’Ukraine poignardée dans le dos ? « Signez cet accord sur les terres rares et taisez-vous, vous qui avez fait une guerre ! » Les alliances peuvent être renversées, comme on joue avec des soldats de plomb ou au jeu Risk, c’est dit et fait !

Jusqu’à présent, les analystes politiques et les experts du monde entier tentaient de comprendre le sens de la stratégie de la nouvelle administration américaine, peut-être trop élaborée et habile pour que nous puissions la comprendre, et dont même le géo-politologue le plus expérimenté ne pouvait pas deviner le résultat final ou les éventuels avantages escomptés. Aujourd’hui, la seule chose que nous pouvons comprendre, c’est que le puzzle est un puzzle et qu’il n’a pas de solution.

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Ne sommes-nous pas sûrs de ne pas voler au-dessus d’un nid de coucou ? Pour paraphraser le titre d’un célèbre film, avec Jack Nicholson dans le rôle principal, qui se déroule dans un asile. C’est ce que nous nous demandons. Car si c’est un coucou qui vole autour de la Maison Blanche, il est inutile de chercher des explications ou des analogies dans le passé, et de s’encombrer de témoins oculaires de nombreuses guerres de l’histoire, ou de rappeler à nos esprits oublieux ce qui s’est passé dans notre passé plus récent avec d’autres régimes totalitaires, dirigés oui par des dictateurs, qui oui ont commis des génocides encore plus effroyables et sanglants, qui oui ont conquis d’autres territoires voisins, qui oui ont théorisé des solutions finales pour des peuples de religions différentes (prises à tort pour des races), qui oui ont changé brusquement d’alliances, mais pour autant que nous le sachions, ils n’étaient pas fous. Si tel était le cas, nous n’aurions pas besoin de l’intervention d’analystes politiques, mais de psychiatres. Nous avions une solution.

Au contraire, tant que la nouvelle administration américaine, élue par la majorité des citoyens votants, sera au pouvoir, nous devrons supporter les malheurs qu’un destin cynique et injuste nous a envoyés et nous limiter à analyser les faits. Si les États-Unis, qui étaient pour les Européens le phare de la liberté, de la démocratie et du système juridique international, se sont transformés en leur contraire, en une mauvaise copie d’un régime totalitaire comme la Russie, la Chine et la Corée du Nord, pourquoi les Européens devraient-ils continuer à choisir une copie et non l’original ? Pourquoi les Européens et les Ukrainiens devraient-ils faire confiance aux États-Unis de M. Trump comme médiateur dans une négociation frontalière entre l’Ukraine et la Russie alors que M. Trump lui-même ne veut pas respecter les frontières du Canada, du Mexique, du Panama et du Groenland ? Comme le dit le vieil adage, les chiens ne se mordent pas. Mieux vaut ne pas se faire confiance. Pourquoi les gouvernements, les consommateurs et les entreprises européens devraient-ils continuer à acheter du gaz naturel, du pétrole, des armes, des matières premières et de la technologie aux États-Unis et ne pas augmenter leur propre production nationale, ou du moins acheter à d’autres pays, par exemple à la Chine, qui vend également à des prix inférieurs ? Il y a une série de mouvements et de contre-mouvements contradictoires dans ce qui se passe autour de Pennsylvania Avenue qui nous laisse avec plus de questions que de réponses.

Mais, pour trouver une logique difficile à déceler dans ce que fait la nouvelle administration américaine, il faut lutter contre la sagesse et comprendre même l’hypothèse la plus étrange : quand on voit les États-Unis agir contre leurs anciens alliés comme le Canada et l’Europe, avec lesquels ils partagent depuis leur naissance une histoire, une culture, des valeurs et des croyances communes, le font-ils pour libérer la Russie de l’étreinte mortelle de la Chine ? Si c’était le cas, personne ne sait la réponse, mais il est assez sûr qu’à la fin du processus, les États-Unis se retrouveront eux-mêmes mortellement étreints par la Russie ! Sans avoir l’Europe et le Canada à leurs côtés, cependant !

L’Europe et le Canada, de plus en plus contraints d’abandonner l’Alliance atlantique, sont de plus en plus disposés à remplacer, demain, ce traité par une alliance européenne (ou après-demain une alliance de la Route de la soie ? Ce n’est pas impossible, dans le passé une tentative a été faite avec le parti Cinque Stelle dans la coalition gouvernementale italienne). Même un bébé le comprendrait.

Voilà le genre de résultat que l’on obtient lorsque des gens qui n’ont pas l’expérience internationale de base requise doivent faire face à des problèmes difficiles dans le domaine géopolitique. Cela nous rappelle les écrits de la journaliste américaine Margaret Fuller qui, il y a plus de cent cinquante ans, écrivait depuis l’Italie à son journal à propos de ceux qui critiquaient les artistes qui étudiaient à l’étranger : « Pourquoi nos peintres paysagistes – écrivait-elle – devraient-ils venir en Italie ? Pleurer beaucoup. » Ou encore : « On dit aux artistes qu’ils feraient mieux de rentrer chez eux et d’étudier » parce qu’il y avait assez de paysages à peindre chez eux et qu’il était inutile de dépenser de l’argent pour fréquenter les instituts de beaux-arts en Europe. Des commentaires qu’on pouvait tolérer d’entendre dans un bar de banlieue, pas alors dans un journal et aujourd’hui à la Maison Blanche ! Il vaut la peine de lire ces passages de Fuller, et « mutatis mutandis » de les utiliser pour décrire le degré actuel de superficialité de cette administration.

Mais vous savez, M. Trump est M. Trump. Il traite des questions difficiles avec la logique du marchand de voitures (avec tout le respect que je dois à tous les marchands). Ou pire, avec la logique du débutant, comme nous l’avons vu en Italie avec le « vaffaday » (littéralement jour de la fête) des Cinque Stelle, leur slogan contre la politique des politiciens professionnels, et qui sont ensuite devenus eux-mêmes politiciens, comme par exemple le député M. Luigi Di Maio, qui s’est élevé au rang de vice-Premier ministre et de ministre des Affaires étrangères sans posséder aucune formation ni expérience adéquates, élu pour représenter ces postes par un électorat tout aussi superficiel, tout aussi incapable d’examiner un curriculum vitae pour sélectionner un candidat qualifié pour gouverner le destin d’un pays occidental membre du G7 comme l’Italie.

L’élection de M. Trump est le résultat de la même superficialité et de l’incapacité à déléguer la représentation, avec la circonstance aggravante qu’il ne s’agissait pas de mettre un M. Di Maio, heureusement sain d’esprit, aux plus hauts postes du gouvernement d’une nation européenne importante, mais périphérique dans le monde. Avec M. Trump, au contraire, il s’agissait de le mettre à la tête de la puissance la plus puissante du monde, les États-Unis, où le président est le chef suprême, doté de pouvoirs pratiquement illimités par rapport à celui de l’Italie, et M. Trump malheureusement, comme on peut le voir par son comportement, ne jouit pas de la santé mentale d’un M. Di Maio.

Nous savons néanmoins que les élections sont sacrées dans une démocratie et doivent être respectées, de même que les décisions judiciaires. On peut réagir en les critiquant, mais elles doivent être respectées.

Mais où était la réaction critique du Parti démocrate américain à la déclaration étonnante de M. Trump selon laquelle « M. Zelensky est un dictateur non élu par son peuple » ? Que M. Zelensky est un comique médiocre, qu’il a convaincu le [pauvre] gouvernement américain précédent, [y compris tous ses experts militaires], de donner à l’Ukraine 350 milliards de dollars comme s’il s’agissait de bonbons pour mener une guerre qui ne pouvait pas être gagnée ? Au fait, c’est une fake news, le chiffre exact est un tiers de cela. Quelle a été la réaction bruyante des démocrates à la décision de l’équipe de M. Trump de bloquer la dernière déclaration du G7 selon laquelle la Russie était l'”agresseur” de l’Ukraine, alors qu’en février se profilait l’anniversaire de son invasion ? Quelle a été la réaction des démocrates à la proposition faite à M. Zelensky par M. Trump, leur président, représentant toute la nation et donc aussi les démocrates, “une offre qu’il ne pouvait pas refuser”, concernant le remboursement de l’aide généreusement offerte par Biden pour résister à l’invasion russe ? Considérez-vous comme noble de la part du donateur de demander le remboursement des dons ou des offrandes caritatives, en plus de menacer le donataire de représailles pour les récupérer ? Ou s’agit-il d’un comportement de type mafieux ? À ma mémoire, c’est le premier cas, pas seulement pour les États-Unis, le premier au monde ! C’est le style de M. le Donateur Trump ! Et où est la réaction indignée des Démocrates face à l’embuscade honteuse d’un invité, invité par leur Président dans sa résidence institutionnelle ; un visiteur dont tous les textes laïques ou religieux depuis l’Antiquité garantissent qu’il est protégé par les règles les plus sacrées mises en place pour la sauvegarde des invités. Des règles que M. Trump, qui se dit si pratiquant et pieux qu’il ne manque jamais une occasion de prier ou de citer la Bible à juste titre ou à tort, ne pouvait ignorer, ni que sa bande de béni-oui-oui les ignore. Pourquoi les Démocrates dans leur ensemble sont-ils restés si silencieux, se rendant ainsi solidaires d’une telle honte ? Où est la réaction des Démocrates face à une négociation basée sur un « accord foncier » quand on sait que de nombreux habitants de ces terres sous occupation russe, dont beaucoup sont russophones mais pas tous – comme M. Zelensky – pourtant de nationalité ukrainienne convaincue, ont été tués, torturés ou capturés ? Où est la réaction des Démocrates aux paroles des hommes de main de M. Trump, M. Elon Musk, M. Marco Rubio et M. James Vance, qui menacent et retirent chaque jour leurs menaces contre l’Ukraine, épuisée par la résistance contre l’armée de M. Putin, maintenant avantagée par l’arrêt de l’approvisionnement en armes, du soutien diplomatique et des renseignements ? Et enfin, où est la réaction de cette partie des Républicains qui ne sont pas hypnotisés par le règne d’un seul homme, par le comportement de type mafieux envers les nations moins puissantes, qui sont dévoués à la vérité et au triomphe du système de droit international et ne supportent pas de voir les États-Unis s’enfoncer dans une telle impasse ?

Où sont les poids et les contrepoids pour forcer le grand magnat semblable à un coucou à cesser de voler comme il le fait actuellement au-dessus de nos têtes ? Lui qui fait de son mieux pour que les États-Unis soient à nouveau méprisés comme à l’époque du « Yankee Go Home ». Avec un grand succès, jusqu’à présent, enfin dans l’opinion publique européenne. En effet, selon un sondage d’opinion publié aujourd’hui par les journaux Ouest France, Die Welt (Allemagne), Sunday Times (Royaume-Uni) et Rzeczpospolita(Pologne), réalisé par le think tank Destin Commun, et rapporté par le blog italien Analisiditifesa.it, une majorité de citoyens de plusieurs pays européens considèrent le président M. Donald Trump comme un « dictateur ».

Quant aux États-Unis, 57 % des Français semblent choqués par le renversement d’alliance et seulement 25 % continuent de les considérer comme un allié. Un beau travail en effet, accompli par M. Trump avec ses décrets signés en direct de sa signature encéphalogrammatique, et ses annonces schizophrènes en si peu de jours de mandat ! Tout cela en présence de ses cheerleaders sautillantes et rieuses dans son studio ovoïde, devenu une petite branche d’un cirque Barnum. Malheureusement, il n’y a aucune raison de sourire, car ce n’est pas une farce, mais une tragédie qui se réalise réellement sous nos yeux jour après jour, alors que les vrais États-Unis sont complètement impuissants et groggy.

Heureusement, les dernières nouvelles, comme la chute des sondages de popularité, les pertes ruineuses de Wall Street, les inquiétudes des entrepreneurs américains, le réveil politique et militaire européen, les déclarations fières du nouveau Premier ministre canadien selon lesquelles « le Canada ne fera jamais partie des États-Unis », sont un premier signe de réaction. Mais où est la réaction du Parti démocrate ?

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