Skip to content
Opinioni

Quel vertice Nato contestato dalla Napoli pacifista

Napoli ha ospitato, nei giorni scorsi, un vertice della NATO, con la partecipazione di oltre 130 ospiti internazionali, provenienti da 48 Paesi ed organizzazioni internazionali, focalizzato sulla sicurezza nel Mediterraneo, con la presenza del Ministro per gli Affari Esteri, Tajani. L’evento è stato proprosto dal Governo per festeggiare i 2.500 anni della Città. Ogni occasione è buona per esaltare il ruolo degli eserciti e declinare la parola “sicurezza” solo con l’uso delle armi. L’incontro – come sottolinea il Comitato campano pace e disarmo“non rende affatto omaggio a Napoli – per statuto ‘Città di Pace’ e per secoli vittima di occupazioni militari straniere – ma riafferma la sudditanza dell’Italia all’Alleanza Atlantica ed il ruolo di questa metropoli mediterranea nelle strategie USA per presidiare il fianco est e sud della NATO”. Alla riunione hanno partecipato, infatti, anche Israele, Libia Tunisia, Algeria  e Marocco.

Nel momento in cui Niethanyau vuole distruggere quel poco che resta di Gaza e dei suoi abitanti, la partecipazione di Tel Aviv è particolarmente inquietante e dimostra, ancora una volta, il sostegno incrollabile dei Paesi occidentali (Italia compresa) ad un Governo il cui premier è ricercato dalla Corte Penale Internazionale, con l’infamante accusa di aver commesso crimini contro l’umanità. Per gli statisti del democratico Occidente gli oltre cinquantamila morti, in maggioranza donne e bambini, non sono sufficienti per far cessare una guerra che senza il loro sostegno finirebbe ben presto.
Allo stesso modo è imbarazzante dialogare con Libia e Tunisia, a cui il nostro Paese e l’Unione Europea hanno appaltato il “lavoro sporco”, per contrastare l’immigrazione verso le coste del Vecchio Continente, fornendo mezzi e denari a riconosciuti aguzzini. Tale supporto si traduce in enormi sofferenze per persone che hanno l’unica colpa di essere nate nella parte sbagliata del mondo e di voler cercare fortuna in Europa. Altrettanto imbarazzante parlare di sicurezza nel Mediterraneo con Ankara, membro NATO, il cui Presidente Erdogan fu definito dall’allora Presidente del Consiglio, Draghi “dittatore”. Ma tale incidente diplomatico non ha fatto venire meno gli affari bellici, nonostante la Turchia non abbia smesso di bombardare i curdi e, ultimamente ha praticato arresti politici di massa, inoltre la Turchia ha avuto dall’Unione Europea miliardi di euro per fermare i migranti che scappavano dalla guerra in Siria e dell’Afghanistan, quest’ultimo abbandonato al suo destino dopo la guerra della NATO nel Paese asiatico.
Di quale sicurezza potranno mai discutere simili rappresentati?
E’ evidente che la sola risposta militare produrrà ulteriore instabilità, diffusione del terrorismo ed in definitiva aumenterà l’insicurezza.

Annunci

La risposta bellicista ha già eliminato la lotta al principale problema mondiale: il cambiamento climatico, sparito dall’agenda politica per far posto al riarmo globale, che secondo il SIPRI, prestigioso istiuto di ricerche di Stoccolma ha raggiunto il livello record di oltre 2.200 miliardi di dollari. La Presidente Meloni si è già vantata di aver raggiunto il 2%del Prodotto Interno Lordo per la spesa militare, anche se per Trump e la NATO non basta! E’ chiaro che un simile livello di spesa si tradurrà in un notevole  impoverimento della popolazione, a causa del taglio della spesa sociale a favore di quella per le armi

L’Italia è già salita, nel 2024, al decimo posto tra i paesi con le più alte spese militari del mondo, con circa 38 miliardi di dollari, pari a 33 miliardi di euro annui, ossia più di 70 milioni di euro al giorno, spesi con denaro pubblico in forze armate, armi e missioni militari all’estero. Il nostro Paese è pieno di basi militari NATO. L’Alleanza Atlantica, in particolare, è molto presente nel Napoletano, dal 1954 ha uno dei suoi principali centri strategici, col Comando Alleato del Sud Europa di Bagnoli. Esso nel 2012 è stato trasferito a Giugliano-Lago Patria col nome di Joint Force Command Naples ed il Comandante è anche a capo  del Comando della Marina degli Stati Uniti (U.S. Naval Forces Europe-Africa / 6th Fleet), con sede a Napoli Capodichino.

E’ evidente che un maggior numero di carri armati o di aerei ultrasofisticati non ci salveranno da alluvioni, sempre più frequenti e distruttive, nè da eventuali prossime pandemie. E’ indispensabile, invece,  investire somme enormi sulla messa in sicurezza del territorio e sulla sanità pubblica

Se vuoi la pace prepara la pace, quindi è ora di attuare l’articolo più calpestato della nostra Costituzione “L’Italia ripudia la guerra”, altrimenti saremo sempre più succubi del complesso militare-industriale, che trasforma le controversie internazionali in sanguinose e devastanti guerre senza fine.

Crefots photo Info Aut

Annunci
Leggi anche
Torna su
No results found...