Nella giornata di martedì 3 febbraio 2026, la regione di Beni, nel Nord Kivu, è stata teatro di una nuova ondata di violenza da parte dei ribelli dell’Allied Democratic Forces (ADF). Secondo le informazioni fornite dal vicesindaco del comune di Oicha, Jean-de-Dieu Kibwana, due attacchi distinti hanno causato la morte di 10 persone lungo l’asse stradale Oicha-Mamove, nel gruppo Batangi-Mbau.
Il primo attacco è avvenuto a Mayibo, dove quattro persone hanno perso la vita. Il secondo, verificatosi nel tardo pomeriggio, ha provocato altre sei vittime e l’incendio di numerose motociclette. Le testimonianze locali descrivono una situazione sempre più drammatica: in soli tre giorni, i miliziani dell’ADF hanno ucciso 16 persone, bruciato oltre 70 abitazioni e distrutto più di 20 veicoli.
Kinos Katuo, presidente della società civile di Mamove, ha lanciato un appello urgente alle autorità militari affinché intensifichino le pattuglie, sia di giorno che di notte, nei villaggi non controllati dall’esercito. Secondo Katuo, i ribelli stanno sfruttando le zone non presidiate per colpire la popolazione civile, che si trova ormai nel mirino di una violenza sistematica.
La recrudescenza degli attacchi ha paralizzato le attività socioeconomiche in diversi villaggi, sia lungo l’asse Oicha-Mamove che nella zona tra May-Moya e Chani-Chani, nel gruppo Bambuba-Kisiki. La popolazione, già provata da anni di instabilità, si trova ora a fronteggiare una crisi umanitaria sempre più profonda, mentre le istituzioni faticano a garantire sicurezza e protezione.


