Nella Repubblica democratica del Congo, a 4 mesi dai primi contagi di Ebola, l’epidemia non si sta riducendo, ma solo spostando in aree meno preparate a rispondere all’emergenza, mentre nei focolai originari restano ancora lacune nelle misure di risposta di base.
Da maggio sono stati segnalati oltre 7.200 casi confermati e 3.500 decessi. Il Sud Ubangi è diventato la settima provincia colpita, mentre il Nord Kivu rappresenta ormai quasi la metà dei nuovi casi confermati.
“Sarebbe un errore pensare che l’epidemia sia sotto controllo solo perché alcuni centri per il trattamento dell’Ebola stanno ricoverando meno pazienti” affermaAnthony Kergosien, coordinatore delle emergenze di MSF nella Repubblica Democratica del Congo. “In Ituri, epicentro originario dell’epidemia, la diffusione per ora sta effettivamente rallentando. Ma a livello nazionale il numero dei nuovi casi non è diminuito. L’epidemia non si sta riducendo, si sta spostando: il Sud Ubangi è diventato la settima provincia colpita, mentre il Nord Kivu rappresenta ormai quasi la metà di tutti i nuovi casi confermati, con un forte aumento della positività ai test negli ultimi giorni. Mentre catene di trasmissione non individuate si stanno già radicando nei principali hub operativi, la diffusione dell’epidemia verso nuove aree, con capacità di preparazione e risposta ancora più deboli, rappresenta un grave rischio” continua Kergosien di MSF.


