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Emergenze

Rd Congo, allarme radiologico a Kolwezi: rischio contaminazione nelle aree minerarie del Lualaba

In Rd Congo è stata dichiarata un’emergenza radiologica a Kolwezi, dove la presenza di materiali radioattivi nei siti minerari solleva timori per la salute delle popolazioni locali e per l’ambiente.

Nella fascia mineraria del Lualaba, nel sud-est della Repubblica Democratica del Congo, si riaccende l’allarme ambientale. A Kolwezi, uno dei principali poli estrattivi del Paese, le autorità hanno dichiarato uno stato di emergenza radiologica dopo la conferma della presenza di materiali radioattivi in un sito di stoccaggio dei residui minerari. La situazione, discussa nel Consiglio dei ministri del 28 marzo 2026, evidenzia ancora una volta le fragilità strutturali legate allo sfruttamento intensivo delle risorse naturali.

Al centro della crisi c’è il remblai T17, un’area di accumulo dei residui dell’attività estrattiva situata nei pressi della città. Qui vivono decine di migliaia di persone, esposte a rischi sanitari ancora difficili da quantificare. Tra la popolazione cresce l’inquietudine, alimentata da informazioni frammentarie e dall’assenza di dati chiari sull’entità della contaminazione. Le preoccupazioni riguardano soprattutto le possibili conseguenze a medio e lungo termine: malattie legate all’esposizione a radiazioni, contaminazione delle falde acquifere e deterioramento irreversibile dei suoli.

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L’origine della radioattività resta incerta. Secondo le autorità congolesi, potrebbe essere collegata all’estrazione di rame e cobalto, attività predominanti nella regione. Tuttavia, alcune fonti della società civile segnalano la presenza di minerali uraniferi, ipotesi che aggraverebbe significativamente il quadro, trasformando un incidente industriale in una potenziale crisi sanitaria di ampia portata.

Il sito coinvolto appartiene alla Kamoto Copper Company, filiale del gruppo minerario svizzero Glencore, uno dei principali attori globali nel settore delle materie prime. La vicenda riapre il dibattito sulla responsabilità delle grandi compagnie internazionali nei contesti estrattivi africani, dove i controlli ambientali e sanitari risultano spesso insufficienti o difficili da applicare in modo sistematico.

L’allerta arriva a pochi mesi da un precedente episodio di inquinamento industriale a Lubumbashi, segno di una criticità ricorrente nel sistema di gestione delle attività minerarie del Paese. Di fronte a questa nuova emergenza, il presidente Félix Tshisekedi ha richiesto la creazione urgente di una commissione incaricata di coordinare la risposta, rafforzare i meccanismi di sorveglianza e prevenire ulteriori incidenti.

La crisi di Kolwezi si inserisce in un contesto più ampio, in cui lo sfruttamento delle risorse strategiche — fondamentali anche per le filiere globali della transizione energetica — continua a produrre effetti collaterali significativi sulle comunità locali. Tra sviluppo economico e tutela ambientale, la Repubblica Democratica del Congo si trova ancora una volta di fronte a un equilibrio difficile da sostenere.

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