Almeno 12 persone sono morte e molte altre risultano ancora disperse dopo il naufragio di un’imbarcazione sul lago Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo. L’incidente è avvenuto nella notte tra sabato 26 e domenica 27 settembre, mentre la barca viaggiava da Bukavu verso la parte settentrionale dell’isola di Idjwi, nella provincia del Sud-Kivu.
A bordo si trovavano più di 50 persone, secondo le prime testimonianze raccolte sul posto. Finora sono stati recuperati 12 corpi e 15 passeggeri sono stati tratti in salvo, mentre le ricerche dei dispersi proseguono. Il bilancio resta quindi provvisorio e potrebbe aggravarsi.
L’imbarcazione era una piroga motorizzata costruita con assi di legno e trasportava soprattutto piccoli commercianti di Idjwi che si erano recati a Bukavu per vendere i propri prodotti e acquistare merci da riportare sull’isola. Secondo alcuni testimoni, una forte onda avrebbe fatto perdere stabilità alla barca provocandone il rovesciamento.
DRAME SUR LE LAC KIVU — Une embarcation reliant Bukavu à Idjwi-Sud a chaviré dans la nuit du 26 au 27 septembre, entre Bwina et Buoza. Plusieurs morts et disparus, dont des femmes et des enfants, sont signalés. Les recherches se poursuivent, tandis que le bilan reste provisoire. pic.twitter.com/6BcsnzD2xn
— Christelle Makele (@ChristelleMakel) September 27, 2026
Tra i primi a intervenire sono stati alcuni volontari dell’isola. Omar Akilimali, impegnato nelle operazioni di soccorso, ha riferito che il numero dei sopravvissuti appare molto basso rispetto a quello delle persone che si trovavano a bordo. La presenza di merci insieme ai passeggeri rende inoltre difficile stabilire con precisione quale fosse il carico dell’imbarcazione al momento dell’incidente.
Il naufragio riporta l’attenzione sulle condizioni del trasporto lacustre nel Sud-Kivu. Per numerosi abitanti di Idjwi e delle isole circostanti le piroghe motorizzate rappresentano uno dei principali mezzi per raggiungere mercati, scuole, campi agricoli e centri urbani sulle rive del lago. Si tratta quindi di collegamenti essenziali per la vita quotidiana e per l’economia locale, ma spesso effettuati con imbarcazioni sovraccariche, in cattive condizioni e prive di adeguati dispositivi di sicurezza.
Hermando Zabona, esponente della società civile di Idjwi, ha denunciato proprio questi problemi, sottolineando che alcune delle imbarcazioni utilizzate sulle rotte del lago possono arrivare a trasportare più di cento persone. Ha chiesto agli armatori maggiore attenzione ai carichi e alle autorità competenti controlli più rigorosi sulle condizioni delle barche e sul numero dei passeggeri.
Gli incidenti sul lago Kivu non sono un fenomeno isolato. Le traversate costituiscono una necessità per migliaia di persone, mentre la precarietà dei mezzi disponibili e l’insufficienza dei controlli trasformano spostamenti ordinari in viaggi potenzialmente pericolosi. Anche per questo, oltre al bilancio delle vittime e dei dispersi, il nuovo naufragio solleva ancora una volta la questione della sicurezza dei trasporti lacustri nell’est della RDC.


