Nella Repubblica Democratica del Congo continua a crescere il costo di alcuni prodotti alimentari importati. Secondo una rilevazione effettuata sui mercati di Kinshasa, il prezzo di un cartone da nove chilogrammi di pesce salato proveniente dall’Europa è passato da 195.000 a 216.000 franchi congolesi tra il 29 maggio e il 29 giugno 2026, registrando un incremento del 10,76%.
L’aumento è stato osservato in diversi punti vendita della capitale ed è stato confermato da operatori commerciali attivi nelle camere frigorifere dei mercati cittadini. Al cambio indicato dai commercianti, il nuovo prezzo corrisponde a circa 94 dollari statunitensi.
Secondo gli operatori del settore, la principale causa del rincaro è la minore disponibilità di questi prodotti sul mercato. La riduzione dell’offerta avrebbe infatti determinato un generale aumento dei prezzi, fenomeno che non riguarda soltanto il pesce salato, ma interessa anche altri prodotti surgelati importati.
Il dato rappresenta un ulteriore segnale delle difficoltà che caratterizzano l’approvvigionamento alimentare in una metropoli come Kinshasa, dove una parte significativa dei consumi urbani dipende dalle importazioni. In contesti di forte dipendenza dai mercati internazionali, anche variazioni relativamente contenute nella disponibilità delle merci possono tradursi rapidamente in aumenti dei prezzi al dettaglio, incidendo sul potere d’acquisto delle famiglie.
Pur trattandosi di una rilevazione limitata nel tempo, l’incremento registrato conferma come le dinamiche delle catene di approvvigionamento continuino a riflettersi direttamente sul costo della vita nella capitale congolese, alimentando le preoccupazioni per la crescente pressione sui bilanci domestici.


