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Fenomeni sociali e giustizia

Rd Congo, condanne aggravate in appello per l’assassinio dei due esperti dell’ONU nel Kasai

Nella RdCongo la Corte militare d’appello ha condannato a morte 54 imputati per l’assassinio nel 2017 dei due esperti delle Nazioni Unite Michael Sharp e Zaida Catalan, chiudendo un procedimento durato quasi nove anni ma lasciando aperti interrogativi sui possibili mandanti.

A quasi nove anni dall’uccisione degli esperti delle Nazioni Unite Michael Sharp e Zaida Catalan, la giustizia della Repubblica Democratica del Congo ha emesso una sentenza destinata a segnare una delle vicende più controverse legate alle violenze che hanno colpito la regione del Kasai.

La Haute Cour militaire, pronunciandosi in appello e in ultima istanza, ha infatti condannato a morte 54 imputati accusati di crimini di guerra per omicidio. In primo grado i condannati erano stati 49. Tra coloro che hanno ricevuto la pena capitale figurano membri della milizia Kamwina Nsapu, esecutori materiali dell’azione e il colonnello dell’esercito congolese Jean de Dieu Mambweni.

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Michael Sharp, cittadino statunitense, e Zaida Catalan, cittadina svedese di origine cilena, furono uccisi il 12 marzo 2017 mentre stavano indagando sulle violenze scoppiate nel Kasai centrale dopo l’insurrezione della milizia Kamwina Nsapu e la successiva repressione da parte delle forze di sicurezza. Secondo quanto ricostruito dalla Corte, i due esperti e i loro accompagnatori congolesi furono intercettati nei pressi del villaggio di Moyo-Musila, identificati come presunti traditori e successivamente condotti nella boscaglia, dove vennero giustiziati. La sentenza descrive un crimine di particolare gravità, caratterizzato da un’elevata organizzazione e dalla partecipazione di diversi soggetti con ruoli differenti, dalla pianificazione all’esecuzione materiale.

Particolare attenzione ha suscitato la posizione del colonnello Mambweni. In primo grado era stato condannato a dieci anni di carcere per insufficienza di prove. La Corte d’appello ha invece ritenuto dimostrato il suo coinvolgimento nell’imboscata che costò la vita ai due funzionari delle Nazioni Unite, aggravando la pena fino alla condanna capitale.

La decisione mette formalmente fine a un lungo percorso giudiziario iniziato nel 2017. Tuttavia, numerose organizzazioni e osservatori ritengono che il caso sia tutt’altro che concluso. La Commissione nazionale dei diritti umani della RDC ha infatti espresso forti riserve sulla completezza dell’inchiesta, sostenendo che alcune figure potenzialmente coinvolte come mandanti o ispiratori del duplice omicidio non siano mai state perseguite.

Secondo il presidente della Commissione, gli elementi raccolti negli anni suggerirebbero che il processo abbia lasciato fuori persone citate durante le audizioni come possibili responsabili a livelli superiori della catena di comando. Una posizione che riflette un interrogativo presente sin dall’inizio della vicenda: se un delitto di tale portata possa essere stato deciso esclusivamente da una milizia locale senza eventuali complicità o coperture più ampie.

Anche la famiglia di Zaida Catalan ha accolto il verdetto con sentimenti contrastanti. Da un lato il sollievo per il riconoscimento delle responsabilità giudiziarie; dall’altro la convinzione che restino ancora numerose domande senza risposta. Per i familiari delle vittime, la sentenza rappresenta un passaggio importante verso la verità, ma non l’atto conclusivo di una ricerca che continua a interrogare le responsabilità politiche e militari dietro uno dei più gravi attacchi contro personale delle Nazioni Unite avvenuti negli ultimi anni in Africa.

La vicenda del Kasai resta infatti uno dei simboli delle difficoltà incontrate dagli organismi internazionali nel documentare violazioni dei diritti umani in contesti segnati da conflitti interni, frammentazione del potere e debolezza delle istituzioni. Se il procedimento giudiziario ha individuato numerosi responsabili diretti, il dibattito sulla piena ricostruzione della catena decisionale che portò all’assassinio di Michael Sharp e Zaida Catalan appare destinato a proseguire.

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