Amnesty International ha accusato un gruppo armato sostenuto dall’esercito della Repubblica Democratica del Congo, attivo nell’est del paese, di torture e uccisioni di civili, furti di proprietà e riduzione di donne in schiavitù sessuale.
Il Collettivo del movimento per il cambiamento – Forze della difesa popolari (Cmc-Fdp) fa parte di Wazalendo (“Patrioti” in lingua swahili), una coalizione di gruppi armati di cui l’esercito congolese si serve nei combattimenti contro il Movimento 23 marzo 23 (M23), appoggiato dal Ruanda e che controlla attualmente parte della zona di Ruthsuru.
Il Cmc-Fdp mantiene alcune basi a Bukombo e da lì lancia attacchi, spesso di notte, contro i civili o verso aree in cui la presenza dell’M23 è esigua. Compie anche operazioni di rappresaglia contro familiari di persone accusate di far parte dell’M23. Queste azioni contro i civili violano il diritto internazionale umanitario e possono costituire crimini di guerra.
Le autorità della Repubblica Democratica del Congo spesso condannano l’operato dell’M23 ma ignorano violenze simili quando a compierle sono i loro alleati. In questo modo vengono meno al loro dovere di proteggere i civili, che sono intrappolati nel conflitto e costretti a vivere quotidianamente nel terrore.
A conferma di questo doppio standard, nel maggio 2023 il governo della Repubblica Democratica del Congo ha fatto approvare una legge per la creazione di una forza armata di riservisti nella quale sono stati integrati vari gruppi armati locali tra i quali il Cmc-Fdp.
Nel dicembre 2025, durante un’audizione alla commissione parlamentare per la difesa e la sicurezza, il ministro delle Finanze ha dichiarato che i gruppi Wazalendo ricevono dallo stato l’equivalente di quattro milioni di dollari al mese.
Secondo un documento interno del comando militare della provincia del Kivu Nord, ottenuto dal gruppo congolese di ricerca Ebuteli, tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 il Cmc-Fdp ha ricevuto oltre 100.000 munizioni e oltre 100 razzi da 40 millimetri.
Nel luglio 2024 l’Unione europea ha deciso sanzioni contro il comandante del Cmc-Fdp Dominique Kamanzi Ndaruhutse, per “aver commesso atti che costituiscono gravi violazioni dei diritti umani”. Costui combatte da dieci anni per vari gruppi chiamati Nyatura (“Copisci duro” in lingua kinyarwanda). Secondo il gruppo di esperti delle Nazioni Unite sulla Repubblica Democratica del Congo, ha collaborato con le Forze democratiche per la liberazione del Ruanda, un gruppo armato che opera nell’est della Repubblica Democratica del Congo, composto da combattenti congolesi e ruandesi, tra i quali ex soldati e miliziani ruandesi già coinvolti nel genocidio del 1994.


