Due ranger del Parco Nazionale dei Virunga sono stati uccisi il 21 maggio 2026 durante un attacco armato contro una postazione dell’ICCN, l’Istituto Congolese per la Conservazione della Natura, nell’area di Kamuhororo, sulla sponda meridionale del Lago Edoardo.
Le vittime sono Kasereka Valyathire Baraka, 35 anni, e Munguakonkwa Mihigo Jacques, 34 anni. Secondo il comunicato diffuso dal Parco dei Virunga, i due uomini stavano svolgendo il proprio servizio di protezione dell’area naturale quando la postazione è stata assaltata da un gruppo armato “pesantemente armato” e non identificato.
Kasereka Valyathire Baraka lavorava per l’ICCN dal 2018 come guardia di prima classe e pattugliatore. Munguakonkwa Mihigo Jacques era entrato nel corpo ranger nel 2017 e ricopriva il ruolo di capo sezione. Entrambi lasciano moglie e due figli.
It is with profound sadness that Virunga National Park confirms the deaths of two Park Rangers following a deadly armed attack on the ICCN post at Kamuhororo, on the southern shore of Lake Edward, this morning, Thursday 21 May 2026.
Read the full statement:… pic.twitter.com/ACYckCpmU7— Virunga National Park (@gorillacd) May 21, 2026
Le autorità del parco hanno definito l’attacco “premeditato e non provocato” e hanno chiesto un’indagine immediata per identificare gli autori e gli eventuali mandanti. Al momento non esiste alcuna attribuzione ufficiale dell’azione armata. Nell’est della Repubblica Democratica del Congo operano infatti numerosi gruppi armati, milizie locali e reti illegali attive nel traffico di risorse naturali.
L’episodio si inserisce nel quadro più ampio dell’instabilità cronica del Nord Kivu, regione attraversata da decenni di violenze, conflitti territoriali e competizione per il controllo delle risorse. In quest’area il lavoro dei ranger non riguarda soltanto la tutela della fauna o del paesaggio: proteggere il parco significa anche limitare il bracconaggio, contrastare traffici illegali e impedire che vaste aree naturali vengano utilizzate come basi operative o corridoi logistici da gruppi armati.
Per questo motivo i ranger dei Virunga sono da anni tra le figure civili più esposte alla violenza nella regione. Il parco, patrimonio mondiale UNESCO e habitat di specie simboliche come i gorilla di montagna, rappresenta contemporaneamente una risorsa ecologica globale e uno spazio strategico in un territorio segnato dalla frammentazione del potere e dalla militarizzazione.
Anche il movimento ribelle M23 opera nel Nord Kivu, ma al momento non esistono elementi pubblici che colleghino il gruppo all’attacco di Kamuhororo. Il comunicato ufficiale evita infatti qualsiasi attribuzione e parla soltanto di un gruppo armato non identificato.
La morte dei due ranger richiama ancora una volta l’attenzione su una dimensione spesso poco visibile dei conflitti contemporanei: quella delle persone che lavorano nella protezione ambientale in territori attraversati dalla guerra. Nei Virunga, la difesa della biodiversità si intreccia quotidianamente con questioni di sicurezza, sovranità e controllo del territorio.
Credits photo Mario Scaramella


