Nella notte tra domenica 17 e lunedì 18 agosto una forte pioggia ha causato danni ingenti nel raggruppamento di Kalonge. I villaggi di Rambo (sotto-villaggio di Misinga) e Cifunzi (sotto-villaggio di Butwashenge) sono stati particolarmente colpiti dall’inondazione del fiume KUHA, che è straripato, devastando le rive e distruggendo i campi di mais, fagioli e manioca. Gli agricoltori hanno visto le loro colture spazzate via, un evento che segna un’allarmante interruzione del calendario agricolo.
A Kalonge, nel territorio di Kalehe, provincia del Sud-Kivu, occupata dai terroristi del M23, i segnali di una carestia imminente sono sempre più evidenti. Le piogge abbondanti non solo paralizzano le attività agricole, ma danneggiano anche il raccolto di miele per gli apicoltori, che lamentano una resa scarsa. Le colture di fagioli, mais e sorgo rischiano di non raggiungere mai la maturità. Storicamente, la stagione delle piogge a Kalonge iniziava a settembre.
Le inondazioni hanno anche spazzato via diversi ponti, fondamentali per accedere alle zone agricole e residenziali. Il ponte che collega il sotto-villaggio di Cigiri a Chirhulo e quello che unisce Mushingi a Bulungu sono ora inagibili, rendendo difficili gli spostamenti per molti abitanti. Lunedì mattina, numerose persone hanno trovato ostacoli insormontabili nel raggiungere le loro destinazioni.
L’organizzazione Jeunes Solidaires pour la Justice et le Développement (JSJD ASBL) lancia un appello urgente al governo congolese e alle organizzazioni umanitarie e di sviluppo affinché intervengano, sottolineando al contempo l’importanza di ristabilire la pace nelle zone occupate. La popolazione, già provata dalla guerra, vede la propria situazione peggiorare ulteriormente a causa delle inondazioni che hanno distrutto i campi. Questa crisi alimentare ha un impatto negativo significativo sulla vita degli abitanti di Kalonge.
Jean Pierre, agronomo di JSJD ASBL, ha lanciato l’allarme sulla sicurezza alimentare a Kalonge. Le perdite dei raccolti sono considerevoli e sono aggravate dalle alterazioni delle stagioni e dalle condizioni climatiche estreme. Senza un intervento rapido, una carestia generalizzata potrebbe verificarsi nei prossimi mesi.
È fondamentale agire in fretta per sostenere la popolazione di Kalonge. Le conseguenze dell’inazione potrebbero essere disastrose, non solo per l’agricoltura, ma anche per il futuro delle generazioni a venire.


