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Speciale RD Congo

Rd Congo, il ministro dell’Interno ordina l’arresto dei poliziotti corrotti

In RDC, il ministro dell’Interno avvia una campagna di pulizia nella polizia stradale per combattere corruzione e abusi nella gestione del traffico.

Nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), il ministro dell’Interno Jacquemain Shabani ha ordinato l’arresto immediato di tutti i poliziotti corrotti e legati a pratiche mafiose presenti all’interno della Polizia nazionale congolese (PNC). L’annuncio è stato fatto il 5 maggio 2025, durante l’apertura di un atelier formativo di quattro giorni rivolto agli ispettori della PNC e ai responsabili della Polizia di Circolazione Stradale (PCR).

Il ministro ha denunciato duramente gli abusi sistematici compiuti dagli agenti della PCR: tra questi, la creazione intenzionale di ingorghi, la confisca illegale di documenti, il danneggiamento volontario dei veicoli e le violenze contro gli automobilisti. Ha condannato anche pratiche corrotte come la “Tontine” (chiamata anche Likelemba), la corruzione diffusa e la gestione illegale delle ammende. Secondo Shabani, è inaccettabile che chi dovrebbe tutelare l’ordine pubblico contribuisca invece a diffondere stress e insicurezza sulle strade del paese.

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Ha pertanto chiesto all’Ispettore generale della PNC di rafforzare il controllo interno e di rimuovere immediatamente tutti gli agenti corrotti, per ristabilire un’immagine positiva e disciplinata della polizia congolese. Parallelamente, il ministro ha sollecitato anche le associazioni dei conducenti e dei motociclisti a vigilare sul comportamento dei propri membri, spesso responsabili anch’essi di infrazioni e caos.

Il comandante dell’Ispettorato generale della PNC, Patience Mushid Yav, ha ammesso il degrado della situazione del traffico a Kinshasa e ha spiegato che questo atelier di formazione nasce dall’urgenza di correggere i comportamenti degli agenti dislocati nei punti nevralgici della capitale. L’iniziativa, sostenuta dalla società Intellgency Global Consulting, coinvolge anche l’Associazione dei conducenti del Congo (ACCO), l’associazione dei motociclisti e i principali vertici della PCR.

L’obiettivo è duplice: ripristinare la credibilità della polizia congolese e migliorare il rispetto del codice della strada, rendendo più sicura ed efficiente la circolazione urbana. In parallelo, l’ispettorato generale ha già iniziato a prendere provvedimenti, con l’arresto di otto agenti sospettati di corruzione nelle ultime due settimane.

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