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Emergenze

Rd Congo, Kinshasa devastata dalle inondazioni: almeno 30 morti e migliaia di sfollati

Inondazioni devastano Kinshasa: decine di morti e migliaia di sfollati, mentre l’opposizione accusa il governo di inazione e scarsa prevenzione.

La capitale della Repubblica Democratica del Congo, Kinshasa, è stata colpita da violente piogge nella notte tra il 4 e il 5 aprile 2025, provocando gravi inondazioni e frane che hanno causato almeno 30 morti e lasciato oltre 5.000 famiglie senza casa. Le piogge torrenziali hanno allagato interi quartieri, con l’acqua che ha raggiunto fino a un metro e mezzo d’altezza in alcune zone. Particolarmente colpite sono state le aree lungo il fiume Ndjili, dove numerose abitazioni sono state sommerse. Le autorità hanno aperto un centro d’accoglienza d’emergenza presso lo stadio Tata Raphaël per ospitare gli sfollati.

Il presidente Félix Tshisekedi ha visitato il centro il 7 aprile e ha annunciato una riunione di crisi per affrontare l’emergenza, ma la sua risposta è stata giudicata tardiva e inadeguata dall’opposizione e da diversi osservatori civili. Alcuni rappresentanti politici, come Prince Epenge della coalizione Lamuka e Hervé Diakiese di Ensemble pour la République, hanno denunciato l’assenza di una strategia preventiva e il ritardo nei soccorsi: molte persone sono rimaste isolate sui tetti delle case per giorni, senza ricevere assistenza immediata.

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Gli esperti sottolineano che l’evento era prevedibile. Già a febbraio, l’Agenzia nazionale di meteorologia e di osservazione satellitare (Mettelsat) aveva lanciato un’allerta, segnalando forti piogge tra marzo e maggio. Secondo il Centro di ricerca in risorse idriche dell’Università di Kinshasa, se fossero stati installati sistemi di monitoraggio idrometeorologico e se le autorità avessero predisposto un piano di evacuazione, molte delle vittime si sarebbero potute evitare.

Il disastro ha messo in evidenza problemi strutturali: urbanizzazione selvaggia, letti dei fiumi invasi da costruzioni abusive, canali di scolo ostruiti e un sistema di smaltimento dei rifiuti inefficiente. Il deputato Matata Ponyo ha dichiarato che in quarant’anni non aveva mai visto un’inondazione di tale portata, attribuendone la responsabilità a una gestione urbana caotica. Ha inoltre chiesto che la prima ministra riferisca in Parlamento sulla gestione della crisi.

Infine, è emerso che negli ultimi anni i fondi destinati alla gestione delle catastrofi naturali non sono mai stati utilizzati pienamente: il tasso medio di esecuzione dei crediti non ha mai superato il 30%, salvo rare eccezioni, rendendo ancora più evidente il divario tra prevenzione annunciata e azione concreta.

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