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Speciale RD Congo

Rd Congo, la caduta di Uvira cambia il conflitto nel Sud Kivu: offensiva dell’AFC/M23 e ritirata burundese

Nella RD Congo la caduta di Uvira per mano dell’AFC/M23 apre una nuova fase del conflitto nel Sud Kivu, con evacuazioni burundesi, allarme umanitario e tensioni diplomatiche con Rwanda e Burundi dopo l’accordo di Washington.

La presa di Uvira da parte dell’AFC/M23 rappresenta un punto di svolta nel conflitto dell’est della Repubblica Democratica del Congo. La città, hub strategico sul Lago Tanganica e snodo militare per le operazioni congiunte tra FARDC e forze alleate, è caduta il 9 dicembre dopo un’avanzata fulminea dei ribelli, sostenuti – secondo Kinshasa e varie fonti diplomatiche – dal Rwanda. L’evento ha provocato immediate reazioni militari, politiche e umanitarie, segnando la più grave battuta d’arresto per l’esercito congolese da mesi.

All’indomani dell’offensiva, combattenti dell’M23 hanno pattugliato le strade di Uvira per individuare gli ultimi elementi FARDC e Wazalendo ancora presenti. Nel frattempo, la città è stata descritta da osservatori locali come quasi completamente sotto controllo ribelle, con la tenuta delle forze governative compromessa anche nei territori limitrofi di Fizi e Lemera.

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Il presidente Félix Tshisekedi ha riunito d’urgenza un consiglio ristretto dei ministri, definendo la caduta di Uvira un grave sviluppo operativo. Ha chiesto la massima vigilanza e ha ordinato alle forze di difesa e sicurezza di mantenere il livello di allerta necessario, annunciando la convocazione del Consiglio superiore della difesa e di una riunione interistituzionale per definire, “in piena sovranità”, le opzioni ritenute necessarie per contenere l’avanzata ribelle.

La caduta di Uvira ha innescato anche un rapido riposizionamento del Burundi, il cui coinvolgimento nel Sud Kivu era già al centro di controversie regionali. Fonti di sicurezza burundesi confermano che il giorno successivo alla conquista della città, il capo di stato maggiore generale, Gen. Prime Niyongabo, ha autorizzato l’evacuazione di migliaia di soldati rimasti isolati sulle alture di Magunda, Bijombo, Lemera e in altre posizioni operative tra Fizi e Uvira. Due imbarcazioni militari burundesi hanno raggiunto il porto di Kalemie, recuperato unità della 5a e 6a brigata e le hanno trasferite in tarda serata verso Bujumbura. Un piano di evacuazione più ampio, visionato da testate regionali, indica ulteriori ritirate coordinate attraverso il Lago Tanganica.

Questi movimenti confermano la portata territoriale dell’offensiva dell’AFC/M23, capace non solo di disarticolare la difesa congolese, ma anche di spingere un esercito regionale – quello burundese – a un ripiegamento accelerato. Nondimeno, Bujumbura interpreta la caduta di Uvira come uno “schiaffo” all’accordo firmato pochi giorni prima a Washington, volto proprio a ottenere una de-escalation tra RDC e Rwanda. Analisti regionali sottolineano che la presa di Uvira, avvenuta meno di una settimana dopo la firma, compromette la credibilità stessa del processo negoziale e riapre interrogativi sul ruolo del Rwanda, accusato da Kinshasa di sostenere attivamente l’M23.

Gli sviluppi militari hanno immediatamente aggravato la situazione umanitaria. Secondo fonti locali e internazionali, circa 200.000 persone hanno abbandonato le proprie case nell’arco di pochi giorni, mentre almeno 74 civili risultano uccisi. Decine di migliaia di sfollati hanno attraversato le frontiere con Rwanda e Burundi, quest’ultimo arrivato a chiudere il confine il 10 dicembre. Il crollo del fronte a Uvira, già sede di corridoi commerciali e di transito cruciali, rischia ora di destabilizzare ulteriormente l’intera regione.

La caduta di Uvira, già definita da alcuni osservatori come la “nuova Goma” per impatto strategico, segna quindi una nuova fase del conflitto: le dinamiche locali – milizie comunitarie, eserciti regionali, ribelli organizzati – si intrecciano con rivalità geopolitiche che travalicano i confini della RDC. A oggi, la principale incognita resta la capacità delle parti di ristabilire un quadro negoziale dopo un evento che ha modificato profondamente i rapporti di forza sul terreno.

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