La presa di Uvira da parte dell’AFC/M23 rappresenta un punto di svolta nel conflitto dell’est della Repubblica Democratica del Congo. La città, hub strategico sul Lago Tanganica e snodo militare per le operazioni congiunte tra FARDC e forze alleate, è caduta il 9 dicembre dopo un’avanzata fulminea dei ribelli, sostenuti – secondo Kinshasa e varie fonti diplomatiche – dal Rwanda. L’evento ha provocato immediate reazioni militari, politiche e umanitarie, segnando la più grave battuta d’arresto per l’esercito congolese da mesi.
All’indomani dell’offensiva, combattenti dell’M23 hanno pattugliato le strade di Uvira per individuare gli ultimi elementi FARDC e Wazalendo ancora presenti. Nel frattempo, la città è stata descritta da osservatori locali come quasi completamente sotto controllo ribelle, con la tenuta delle forze governative compromessa anche nei territori limitrofi di Fizi e Lemera.
Rwanda-backed M23 rebels have entered Congo's Uvira, an important base for the Congolese army near the border with Burundi, less than a week after Congo and Rwanda affirmed their commitment to a US-brokered peace deal https://t.co/5sHC3ilq0s pic.twitter.com/ryjKwFe3OP
— Reuters (@Reuters) December 11, 2025
Il presidente Félix Tshisekedi ha riunito d’urgenza un consiglio ristretto dei ministri, definendo la caduta di Uvira un grave sviluppo operativo. Ha chiesto la massima vigilanza e ha ordinato alle forze di difesa e sicurezza di mantenere il livello di allerta necessario, annunciando la convocazione del Consiglio superiore della difesa e di una riunione interistituzionale per definire, “in piena sovranità”, le opzioni ritenute necessarie per contenere l’avanzata ribelle.
Le Président de la #RDCongo , Félix Tshisekedi, a déploré, jeudi 11 décembre, « avec la plus grande fermeté » que, quelques jours à peine après la signature de l’accord de paix le 4 décembre dernier à Washington, le Rwanda ait choisi de violer ses engagements en intensifiant les… pic.twitter.com/PaZemklNrg
— Radio Okapi (@radiookapi) December 11, 2025
La caduta di Uvira ha innescato anche un rapido riposizionamento del Burundi, il cui coinvolgimento nel Sud Kivu era già al centro di controversie regionali. Fonti di sicurezza burundesi confermano che il giorno successivo alla conquista della città, il capo di stato maggiore generale, Gen. Prime Niyongabo, ha autorizzato l’evacuazione di migliaia di soldati rimasti isolati sulle alture di Magunda, Bijombo, Lemera e in altre posizioni operative tra Fizi e Uvira. Due imbarcazioni militari burundesi hanno raggiunto il porto di Kalemie, recuperato unità della 5a e 6a brigata e le hanno trasferite in tarda serata verso Bujumbura. Un piano di evacuazione più ampio, visionato da testate regionali, indica ulteriori ritirate coordinate attraverso il Lago Tanganica.
#RDC La carte de la progression de l'#AFC #M23 au #Sud_KivuDepuis depuis la prise de #Kamanyola en février 2025, jusqu'à celle d'#Uvira de décembre👇 pic.twitter.com/q0ztRlUWX0
— Christophe RIGAUD (@afrikarabia) December 11, 2025
Questi movimenti confermano la portata territoriale dell’offensiva dell’AFC/M23, capace non solo di disarticolare la difesa congolese, ma anche di spingere un esercito regionale – quello burundese – a un ripiegamento accelerato. Nondimeno, Bujumbura interpreta la caduta di Uvira come uno “schiaffo” all’accordo firmato pochi giorni prima a Washington, volto proprio a ottenere una de-escalation tra RDC e Rwanda. Analisti regionali sottolineano che la presa di Uvira, avvenuta meno di una settimana dopo la firma, compromette la credibilità stessa del processo negoziale e riapre interrogativi sul ruolo del Rwanda, accusato da Kinshasa di sostenere attivamente l’M23.
I'm deeply alarmed by the escalation in violence in South Kivu, DRC.
I strongly condemn the offensive by AFC/M23 & call for an immediate cessation of hostilities.
The @UN is fully mobilized to ensure the delivery of humanitarian assistance, and I'm ready to continue supporting…
— António Guterres (@antonioguterres) December 11, 2025
Gli sviluppi militari hanno immediatamente aggravato la situazione umanitaria. Secondo fonti locali e internazionali, circa 200.000 persone hanno abbandonato le proprie case nell’arco di pochi giorni, mentre almeno 74 civili risultano uccisi. Decine di migliaia di sfollati hanno attraversato le frontiere con Rwanda e Burundi, quest’ultimo arrivato a chiudere il confine il 10 dicembre. Il crollo del fronte a Uvira, già sede di corridoi commerciali e di transito cruciali, rischia ora di destabilizzare ulteriormente l’intera regione.
#RDC: La situation des Congolais réfugiés au #Burundi suite à l’occupation d’Uvira par l’AFC/M23. En un peu plus d’une semaine, les combats entre les FARDC et leurs alliés et l’AFC/M23 ont fait plus de 200 000 déplacés, selon le Bureau de coordination des affaires humanitaires de… pic.twitter.com/2DfnyJF2F4
— Stanis Bujakera Tshiamala (@StanysBujakera) December 11, 2025
La caduta di Uvira, già definita da alcuni osservatori come la “nuova Goma” per impatto strategico, segna quindi una nuova fase del conflitto: le dinamiche locali – milizie comunitarie, eserciti regionali, ribelli organizzati – si intrecciano con rivalità geopolitiche che travalicano i confini della RDC. A oggi, la principale incognita resta la capacità delle parti di ristabilire un quadro negoziale dopo un evento che ha modificato profondamente i rapporti di forza sul terreno.


