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Speciale RD Congo

RD Congo, la rivista scientifica The Lancet: i bambini colpiti in modo sproporzionato

Pubblicato uno studio per garantire ai piccoli pazienti l'accesso alle sperimentazioni sulla profilassi orale post-esposizione al virus Bundibugyo.

È noto che i bambini e le donne in gravidanza sono ad alto rischio di morte a causa della malattia da virus Ebola.
Nell’attuale epidemia di virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo, la disuguaglianza negli esiti è particolarmente marcata per i bambini. Al 4 agosto 2026, su 1124 decessi tra le persone infettate (di cui è stata riportata l’età) quasi un terzo (357, 31,8%) erano bambini.

Il tasso di letalità grezzo (sebbene probabilmente sottostimato) ha raggiunto il 61,7% (213 su 345 bambini) in quelli di età inferiore a 5 anni rispetto al 28,9% (767 su 2654 adulti) negli adulti, mentre i dati sugli esiti della gravidanza non vengono riportati sistematicamente.

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L’attuale epidemia di Ebola causata dal virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) sta dunque colpendo i più piccoli in modo sproporzionato.

Questo è in distesi quanto riporta lo studio pubblicato da The Lancet, autorevole rivista scientifica.

In risposta a tali rilevamenti, Medici senza frontiere chied a tutti gli attori coinvolti nella ricerca su trattamenti e strumenti di prevenzione contro il virus Bundibugyo di garantire una reale inclusione dei bambini negli studi previsti sulle contromisure mediche e un accesso tempestivo a formulazioni pediatriche dei farmaci attualmente in studio, in particolare per la profilassi post-esposizione orale (PEP). Il ritardo nell’inclusione dei bambini negli studi clinici, la mancanza di indicazioni sul dosaggio pediatrico e i dubbi sulla sicurezza sono ostacoli già noti nell’accesso alle contromisure mediche per bambini, donne e ragazze in gravidanza o allattamento.

Attualmente, lo studio EBO-PEP, avviato il 14 luglio 2026, sta valutando l’antivirale orale obeldesivir per prevenire il contagio dopo un’esposizione ad alto rischio al virus Ebola Bundibugyo. Se si dimostrasse efficace, potrebbe rappresentare uno strumento pratico e utilizzabile su larga scala per proteggere le persone che hanno avuto un contatto recente con un caso di Ebola.

“Troppo spesso l’inclusione dei bambini nello sviluppo delle contromisure mediche durante le emergenze di salute pubblica viene relegata alle note a margine. Ma oggi, con i bambini esposti a un rischio sproporzionatamente elevato di morire se contagiati nell’attuale epidemia in RDC, la loro inclusione è fondamentale”afferma il dottor Neal Russell, consulente pediatrico di MSF.

Sebbene i bambini di peso inferiore a 30 kg (di età pari o inferiore a circa 12 anni) siano esclusi dallo studio nella sua progettazione originale, è probabile che venga presto approvata una modifica al protocollo volta a includere i bambini di peso superiore a 20 kg. Rimangono però esclusi i bambini sotto i 20 kg, indicativamente di 6 anni o meno, a causa della mancanza di una formulazione pediatrica disponibile di obeldesivir e dell’assenza di dati pubblicati che supportino la frantumazione o la dissoluzione delle compresse.

Per chi resta escluso, lo studio prevede un sotto-protocollo con remdesivir per via endovenosa. Tuttavia, un trattamento endovenoso quotidiano per 10 giorni è molto difficile da gestire operativamente durante un’epidemia, soprattutto nei bambini più piccoli.

Gilead, l’azienda farmaceutica che produce obeldesivir, ha recentemente espresso la disponibilità a fornire formulazioni pediatriche del farmaco. Resta però da capire quando potranno iniziare gli studi con le formulazioni orali pediatriche.

“Ricercatori, finanziatori e altri attori devono sostenere con urgenza un sotto-studio pediatrico sull’obeldesivir, a partire dalle indicazioni di dosaggio già disponibili, e accelerare la valutazione di altri antivirali orali e anticorpi monoclonali come profilassi post-esposizione. Dobbiamo produrre ora le evidenze necessarie affinché i bambini possano accedere a trattamenti preventivi efficaci insieme a tutti gli altri, non quando l’epidemia sarà finita” conclude Russell di MSF. “Gilead si è impegnata a produrre obeldesivir in formulazione pediatrica. Auspichiamo che fornisca una tempistica chiara e accelerata e che gli attori coinvolti possano organizzare al più presto studi pediatrici con questa formulazione, o con compresse per adulti opportunamente adattate, affinché tutti i bambini a rischio possano essere inclusi negli studi che valuteranno quali opzioni di profilassi post-esposizione siano più pratiche, tempestive ed efficaci”.

 

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