Nella notte tra il 12 e il 13 aprile 2026, un nuovo naufragio ha colpito le acque del lago Tanganica, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, causando almeno trenta vittime secondo un bilancio provvisorio confermato dalle autorità locali. L’incidente riporta l’attenzione sulle condizioni di sicurezza della navigazione lacustre in una delle regioni più vulnerabili del Paese.
L’imbarcazione coinvolta, una piroga in legno dotata di motore e con una capacità stimata di circa cinquanta persone, era partita dalla località di Katibili, situata a circa trenta chilometri a sud di Kalemie, importante centro urbano affacciato sul lago. Durante la traversata, intorno alle quattro del mattino di lunedì, il mezzo è stato sorpreso da un improvviso peggioramento delle condizioni meteorologiche. Un vento violento avrebbe provocato il ribaltamento dell’imbarcazione al largo del villaggio di Kibanga, a circa dieci chilometri dalla destinazione.
Le operazioni di soccorso sono state avviate già nelle prime ore del mattino dagli abitanti della zona, che si sono mobilitati per recuperare superstiti e corpi delle vittime. Il bilancio, inizialmente fissato a sedici morti e cinque sopravvissuti, è salito rapidamente nelle ore successive fino a raggiungere la cifra di trenta decessi, tra cui donne e bambini. Il numero esatto delle persone a bordo resta tuttavia incerto.
Uno degli elementi più critici emersi riguarda l’assenza di un registro ufficiale dei passeggeri. L’imbarcazione, secondo fonti locali legate al commissariato marittimo di Kalemie, navigava senza manifesto, rendendo difficile stabilire con precisione il numero di viaggiatori e quindi anche l’entità reale della tragedia. A ciò si aggiunge la denuncia di una sostanziale mancanza di controlli nel piccolo porto di partenza, fattore che evidenzia carenze strutturali nella regolazione del traffico lacustre.
Il lago Tanganica rappresenta una via di comunicazione essenziale per molte comunità dell’est congolese, dove le infrastrutture terrestri risultano spesso insufficienti o in condizioni precarie. Tuttavia, la frequente assenza di norme di sicurezza efficaci, insieme al sovraffollamento delle imbarcazioni e alla vulnerabilità agli eventi meteorologici, contribuisce a rendere questi spostamenti particolarmente rischiosi.
Questo ennesimo naufragio si inserisce in una serie di incidenti analoghi che negli ultimi anni hanno colpito la regione, sollevando interrogativi sulla capacità delle autorità di garantire standard minimi di sicurezza e sulla necessità di interventi strutturali per prevenire tragedie ricorrenti.


