Nella Repubblica Democratica del Congo si è consumata una delle più gravi tragedie minerarie degli ultimi anni. Oltre duecento persone hanno perso la vita a seguito del crollo di una miniera di coltan a Rubaya, nell’est del Paese, nella provincia del Nord Kivu. Il bilancio è ancora provvisorio e potrebbe aggravarsi, mentre le operazioni di recupero proseguono in condizioni estremamente difficili.
DRC 🇨🇩 📍
The Governor of North Kivu under the AFC–M23, H.E. Bahati Musanga Erasto, paid a visit to residents affected by the landslide at the Rubaya mining site in Masisi territory.The provincial authority was accompanied by several members of his cabinet. pic.twitter.com/O5VnyeS6UJ
— Kivu Info/24 (@Kivuinfo24) January 30, 2026
L’incidente è avvenuto mercoledì scorso in un sito di estrazione artigianale situato nei pressi della cittadina di Rubaya, un’area che ospita una delle più grandi riserve di coltan della regione dei Grandi Laghi africani. Secondo fonti locali e autorità provinciali, una frana di vaste proporzioni, innescata da piogge intense e prolungate, ha travolto minatori e residenti, seppellendo intere famiglie sotto fango e detriti.
Tra le vittime si contano non solo minatori, ma anche donne e bambini presenti nell’area del sito estrattivo e nel vicino mercato. Diverse decine di persone sono rimaste ferite; alcune sono state soccorse e ricoverate in strutture sanitarie locali, mentre i casi più gravi dovrebbero essere trasferiti negli ospedali di Goma, a circa cinquanta chilometri di distanza. Numerosi corpi risultano ancora intrappolati sotto la colata di terra, rendendo impossibile una stima definitiva delle vittime.
La miniera di Rubaya è sotto il controllo del gruppo ribelle M23, noto anche come AFC/M23, che esercita la propria autorità sull’area dal 2024. Un portavoce del governatore provinciale nominato dalla ribellione ha confermato che il numero dei morti supera quota duecento, indicando in almeno 227 le vittime finora accertate. Nei giorni successivi alla tragedia, il governatore del Nord Kivu sotto l’amministrazione AFC/M23 ha visitato la zona colpita, accompagnato da membri del suo gabinetto.
Il sito di Rubaya riveste un ruolo strategico a livello globale: da qui proviene circa il 15 per cento della produzione mondiale di coltan, minerale da cui si ricava il tantalio, fondamentale per l’industria elettronica e utilizzato nella produzione di telefoni cellulari, computer, console per videogiochi, componenti aerospaziali e turbine industriali. Proprio questa centralità economica contribuisce a spiegare l’intensità dello sfruttamento minerario nella zona, spesso in assenza di adeguate misure di sicurezza.
Organizzazioni per i diritti umani denunciano da tempo le condizioni estremamente precarie delle miniere artigianali nell’est della Repubblica Democratica del Congo, una regione segnata da decenni di conflitti armati, controllo di gruppi ribelli e fragilità istituzionale. La tragedia di Rubaya riporta al centro dell’attenzione internazionale il legame tra estrazione di risorse strategiche, instabilità politica e costo umano nascosto nelle filiere globali delle tecnologie contemporanee.


