Per la prima volta, un autore della Repubblica Democratica del Congo conquista il Premio Voix d’Afriques, riconoscimento letterario dedicato alle nuove voci francofone del continente. A ottenere il titolo nella sua quinta edizione è Pascal Boroto, giovane scrittore di Bukavu, premiato per il suo romanzo d’esordio Le nom de ma mère.
L’annuncio è arrivato il 20 marzo 2026, segnando un passaggio simbolico nella geografia del premio, che negli anni precedenti aveva valorizzato autori provenienti da Paesi come Costa d’Avorio, Congo-Brazzaville e Camerun. Con Boroto, il riconoscimento si apre a una nuova area narrativa, profondamente segnata da tensioni storiche, sociali e umanitarie.
Nato nel 2001 e formato come economista, Boroto ha sviluppato precocemente una vocazione per la scrittura, influenzato dalla figura della madre, Solange Lusiku, giornalista e fondatrice di un quotidiano indipendente a Bukavu. La sua morte prematura nel 2018 rappresenta il fulcro emotivo e narrativo del romanzo premiato, che si configura come un attraversamento personale del lutto, ma anche come un’indagine sul ruolo della parola e della responsabilità pubblica.
Le nom de ma mère si articola infatti lungo una tensione costante tra dimensione intima e impegno civile. Il protagonista, alter ego dell’autore, entra nella redazione del giornale fondato dalla madre, confrontandosi con il peso di un’eredità morale e professionale. La scelta di partire per Goma, città segnata da conflitti e crisi umanitarie, apre una seconda traiettoria narrativa: quella dell’inchiesta sul campo, nei campi per sfollati, dove la scrittura si intreccia con la raccolta di testimonianze.
In questo senso, il romanzo si colloca in una tradizione letteraria africana contemporanea che coniuga autobiografia e reportage, ma introduce anche una riflessione esplicita sulla funzione etica della narrazione. Come afferma lo stesso Boroto, la sua scrittura nasce “dallo spazio che separa e collega”, tra assenza e presenza, tra denuncia e ricerca di senso.
Parallelamente alla sua attività letteraria, Boroto ha fondato l’associazione Les Voix des Oubliés, con l’obiettivo di dare visibilità alle storie raccolte nei contesti di crisi. Questo elemento rafforza la continuità tra esperienza vissuta e costruzione narrativa, rendendo il romanzo non solo un’opera letteraria, ma anche un dispositivo di testimonianza.
Il Premio Voix d’Afriques, promosso da RFI, dalle edizioni JC Lattès e dalla Cité internationale des arts di Parigi, si conferma così come uno spazio di emersione per giovani autori under 30, capaci di restituire attraverso la fiction le complessità politiche, sociali ed esistenziali dei contesti africani contemporanei.
Nel caso di Pascal Boroto, il riconoscimento assume una valenza ulteriore: segnala l’ingresso sulla scena internazionale di una voce che intreccia memoria familiare e responsabilità collettiva, trasformando la scrittura in un ponte tra esperienza individuale e storia condivisa.


