La riapertura parziale dell’aeroporto di Goma, prevista entro la fine del 2025 e limitata ai voli umanitari diurni, rappresenta uno dei segnali più concreti di un possibile allentamento dell’isolamento che da mesi grava sulle popolazioni del Nord-Kivu. L’infrastruttura, chiusa dall’occupazione della città da parte della milizia AFC/M23, è da tempo un nodo critico sia per gli spostamenti civili sia per l’accesso degli operatori umanitari nelle aree più colpite dal conflitto.
L’annuncio è arrivato al termine della riunione del Consiglio dei ministri del 14 novembre, quando il presidente della Repubblica democratica del Congo, Félix Tshisekedi, ha confermato l’avvio di una riapertura parziale coordinata con le misure discusse a Parigi durante la recente conferenza sulla regione dei Grandi Laghi, occasione nella quale il presidente francese Emmanuel Macron aveva sostenuto un rafforzamento dei corridoi umanitari verso l’est del Paese.
Tshisekedi parle de rouvrir l’aéroport de #Goma pour l’humanitaire, alors que la zone est revendiquée sous contrôle M23/AFC.
Si #Kinshasa insiste, possible pression diplomatique, peut-être depuis Doha. pic.twitter.com/HqQilwBNqL— Kivu 24 (@Kivu_24) November 15, 2025
Secondo il presidente congolese, il ripristino, anche se limitato, delle attività aeroportuali è un passaggio essenziale per garantire un flusso più rapido di aiuti e per ristabilire un minimo di continuità logistica in una regione dove gli spostamenti via terra rimangono pericolosi o del tutto impraticabili. Tshisekedi ha incaricato la Prima ministra Judith Suminwa di coordinare gli interventi tra i ministeri coinvolti, chiedendo tempistiche chiare e un monitoraggio rigoroso dei fondi destinati alle emergenze.
In particolare, il ministro del Piano e della Coordinazione dell’aiuto allo sviluppo dovrà vigilare sulla trasparenza nell’uso dei finanziamenti, mentre i ministeri degli Esteri e dell’Integrazione regionale proseguiranno il dialogo con gli Stati partner per definire gli ultimi aspetti tecnico-diplomatici relativi agli impegni assunti a Parigi. La ministra degli Affari sociali sta invece preparando un piano d’intervento mirato alla protezione e al sostegno delle persone sfollate, una delle categorie più vulnerabili nell’attuale fase di instabilità.
Il ripristino dei voli umanitari richiederà anche condizioni di sicurezza e infrastrutture adeguate: per questo i ministeri dell’Interno, della Sicurezza, della Difesa e dei Trasporti lavoreranno in modo congiunto per valutare rischi, operatività e standard minimi necessari alla riattivazione della pista.
Se l’obiettivo dichiarato è ristabilire un canale vitale per le operazioni di soccorso, la riapertura dell’aeroporto di Goma assume anche un valore politico più ampio: segnala, infatti, la volontà del governo di mostrare progressi tangibili nella gestione della crisi, pur in un contesto ancora segnato da tensioni armate e da una fragile sicurezza sul terreno.
Come abbiamo riportato nella mattina del 16 novembre 2025, la riapertura dell’aeroporto di Goma diventa più fattibile grazie all’accordo quadro firmato ieri sera a Doha (Qatar) tra il governo della RDCongo e il movimento M23:
Rd Congo, firmato a Doha un accordo con l’M23: pace in vista o tregua fragile?


