Nella Repubblica Democratica del Congo si rafforza l’impegno istituzionale per contrastare la poliomielite, una malattia che continua a rappresentare una minaccia concreta per la salute pubblica, soprattutto nelle aree più vulnerabili del Paese. Il Consiglio nazionale per la copertura sanitaria universale ha infatti lanciato un appello per intensificare le campagne di vaccinazione, sottolineando la necessità di un maggiore coinvolgimento delle autorità locali e delle comunità.
L’iniziativa è stata al centro di una riunione svoltasi a Kinshasa il 1° aprile, durante la quale il coordinatore nazionale, Polydor Mbongani Kabila, ha sollecitato governatori e presidenti delle assemblee provinciali ad assumere un ruolo più attivo nella lotta contro la malattia. L’obiettivo è duplice: da un lato rafforzare la sorveglianza epidemiologica, dall’altro migliorare l’adesione delle popolazioni alle campagne vaccinali.
Nel corso dell’incontro è stato richiamato l’impegno assunto durante il Forum nazionale sulla vaccinazione e l’eradicazione della poliomielite, così come i contenuti della Dichiarazione di Kinshasa, che vincolano le autorità provinciali a sostenere concretamente le politiche sanitarie. Particolare attenzione è stata posta sulla necessità di adottare strumenti normativi locali e mobilitare risorse economiche interne per garantire la continuità delle campagne.
Le autorità provinciali, tra cui rappresentanti del Sud-Kivu e del Maniema, hanno espresso disponibilità a rafforzare il proprio sostegno, riconoscendo l’urgenza di intervenire in modo coordinato e capillare. La sfida principale resta infatti quella di raggiungere tutte le fasce della popolazione infantile, soprattutto nelle aree più remote o segnate da difficoltà logistiche.
Già nel novembre scorso, il governo congolese aveva promosso una vasta campagna nazionale contro la poliomielite e il morbillo, con l’ambizione di raggiungere l’obiettivo “zero casi”. L’intervento aveva puntato a immunizzare circa 28,5 milioni di bambini tra 0 e 59 mesi attraverso la somministrazione orale di due dosi di vaccino antipolio.
Nonostante questi sforzi, il persistere di focolai dimostra come l’eradicazione della poliomielite richieda un impegno continuo, multilivello e sostenuto nel tempo. In questo contesto, la cooperazione tra istituzioni centrali, governi locali e comunità diventa un elemento decisivo, così come la fiducia nelle politiche sanitarie e nei programmi di prevenzione.


