Il 27 giugno 2025 è stato firmato a Washington un accordo di pace storico tra la Repubblica Democratica del Congo (RDC) e il Rwanda, con la mediazione degli Stati Uniti. L’intesa punta a porre fine al lungo e sanguinoso conflitto nell’est della RDC, aggravato dalle offensive del gruppo armato M23, sostenuto dal Rwanda secondo l’ONU e vari governi occidentali. Il conflitto, che ha provocato oltre 7.000 morti e circa un milione di sfollati solo dall’inizio del 2025, è il risultato di tensioni etniche, dispute territoriali e contese economiche legate ai ricchissimi giacimenti minerari del Kivu, in particolare di coltan e cobalto.
L’accordo è stato siglato dai ministri degli Esteri dei due Paesi sotto la supervisione del segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha definito il momento “storico” dopo trent’anni di guerra. Il presidente Donald Trump ha celebrato l’accordo come una sua vittoria diplomatica personale e, pur lamentando il probabile mancato riconoscimento con un Nobel per la pace, ha dichiarato che “la gente sa” il valore di ciò che è stato raggiunto.
The Democratic Republic of Congo-Rwanda Peace Agreement signing ceremony, hosted by @SecRubio, will be live-streamed on YouTube: https://t.co/03wC0Bphfv
— Department of State (@StateDept) June 27, 2025
Il trattato prevede il ritiro delle forze armate dai territori occupati, la fine del sostegno statale ai gruppi armati (come le FDLR), il ritorno sicuro di rifugiati e sfollati, e la creazione di un meccanismo di monitoraggio per garantire il rispetto degli impegni. È anche incluso un importante capitolo economico, con progetti infrastrutturali, energetici e minerari che coinvolgono gli interessi strategici degli Stati Uniti nella regione. Tuttavia, l’accordo non menziona esplicitamente il gruppo ribelle M23, il quale non ha preso parte ai negoziati di Washington ed è attualmente coinvolto in un diverso processo di pace mediato dal Qatar a Doha.
Depuis le bureau oval de la Maison Blanche, le Président américain Donald Trump suit de près la signature de l’Accord de paix entre la République Démocratique du Congo (RDC) et le Rwanda, ce vendredi 27 juin au Département d’État.
Aussitôt après cette signature, le Président… pic.twitter.com/ofDpSeIqyi
— Présidence RDC 🇨🇩 (@Presidence_RDC) June 27, 2025
Molti osservatori restano scettici sull’efficacia dell’accordo. Il premio Nobel per la pace Denis Mukwege ha denunciato un testo vago e troppo favorevole al Rwanda, mentre l’analista congolese Daniel Kubelwa ha sottolineato che la pace non potrà essere duratura se non si affrontano le vere cause del conflitto: disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza mineraria, istituzioni deboli e repressione politica. Il gruppo ribelle AFC/M23, che controlla ampie aree dell’est del Paese e aeroporti strategici, ha dichiarato di non essere ancora pronto alla resa e resta in attesa degli sviluppi dei negoziati in Qatar.
🇨🇩🇷🇼 « Nous sommes fiers d’accueillir de nouveau les ministres des Affaires étrangères de la RDC et du Rwanda à Washington ce vendredi, pour la signature officielle de l’accord de paix. (…)
Une paix durable dans la région ouvrira la voie à de nouvelles opportunités… pic.twitter.com/vCjhKH8ISb— USA en Français (@USAenFrancais) June 26, 2025
Nonostante la portata storica della firma, il successo dell’accordo dipenderà dalla volontà politica, dalla giustizia per le vittime e dall’effettiva inclusione di tutti gli attori coinvolti, comprese le popolazioni locali escluse finora dai tavoli diplomatici. Gli Stati Uniti, da parte loro, intendono rafforzare la propria presenza politica ed economica in una regione cruciale per l’approvvigionamento globale di minerali strategici, in chiave di competizione con la Cina.
Della possibilità della firma avvenuta ieri, 27 giugno 2025, avevamo già scritto su “Focus on Africa” in occasione del pre-accordo siglato in Qatar:
Rwanda-Rd Congo, verso la pace: firma dell’accordo prevista il 27 giugno


