Il fragile equilibrio nell’Africa dei Grandi Laghi conosce un nuovo sviluppo: la Repubblica Democratica del Congo (RDC) e il Rwanda hanno firmato un accordo sulla sicurezza che entrerà in vigore il 1° ottobre 2025, con l’obiettivo di ridurre le tensioni al confine e avviare un processo di de-escalation militare. L’intesa, raggiunta dopo mesi di mediazioni internazionali guidate in particolare dagli Stati Uniti e dal Qatar, rappresenta un tentativo concreto di dare seguito al cosiddetto “Accordo di Washington”, sottoscritto a fine giugno.
🔴 La #RDC le #Rwanda ont signé ce mercredi un accord sur la mise en œuvre des mesures de sécurité qui doivent débuter le 1er octobre selon #Reuters. Sous 90 jours, Kigali doit lever ses « mesures défensives » et Kinshasa doit avoir achevé ses opérations de neutralisation des…
— Christophe RIGAUD (@afrikarabia) September 25, 2025
Secondo quanto riportato da Reuters, il patto prevede due scadenze cruciali. Entro 90 giorni, il Rwanda dovrà eliminare le proprie “misure difensive” dispiegate lungo il confine orientale, mentre Kinshasa si impegna a completare nello stesso periodo le operazioni di neutralizzazione delle FDLR (Forces démocratiques de libération du Rwanda), gruppo armato di origine hutu presente nell’est congolese e percepito da Kigali come una minaccia esistenziale alla propria sicurezza.
Il percorso concordato parte dunque il 1° ottobre, con l’attivazione delle prime misure di sicurezza congiunte. Il calendario fissato stabilisce inoltre il ritiro progressivo delle forze rwandesi dall’est della RDC tra il 21 e il 31 ottobre, mentre il completamento del processo dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno. Un meccanismo di coordinamento congiunto vigilerà sull’attuazione degli impegni, monitorando il ritiro, il disarmo e le operazioni militari in corso.
Restano tuttavia diverse incognite. L’accordo non include direttamente il movimento ribelle M23, attore chiave nei conflitti recenti nel Nord Kivu e ritenuto da Kinshasa sostenuto proprio dal Rwanda (accuse che Kigali respinge). Inoltre, vi sono dubbi sulla reale capacità della RDC di neutralizzare in tempi brevi le FDLR, gruppo radicato da decenni nel territorio congolese e più volte sopravvissuto a campagne militari. Allo stesso modo, l’impegno del Rwanda a ritirare le proprie forze è guardato con cautela, dopo anni di tensioni e accuse reciproche di sconfinamenti.
Nonostante questi rischi, la firma dell’intesa segna un momento importante per la regione, da tempo teatro di conflitti armati e crisi umanitarie. La comunità internazionale osserva con attenzione: il successo o il fallimento di questo processo potrebbe determinare il futuro non solo delle relazioni bilaterali tra RDC e Rwanda, ma anche della stabilità complessiva dell’Africa dei Grandi Laghi.


